Quando ero ragazzo, verso i 15 anni (e stò parlando degli anni sessanta), sentire parlare di
FREUD,
JUNG, Inconscio, reincarnazione, illuminazione, non erano certamente termini che svolazzassero con facilità, mi chiedevo allora, quasi con ossessione, cosa
veramente potesse significare il termine Illuminazione.
Sostanzialmente nasciamo tutti con un'inconscio ingrovigliato di frammenti e di disagi psicologici non
risolti o mal risolti o mai risolti, in breve quel che si dice "lo scheletro nell'armadio".
L'infanzia, che si ritiene debba essere un'esperienza di crescita e di preparazione all'età adulta, si
rivela in realtà anche una potenza inibitrice della maturità, un fardello che ci portiamo dietro
inevitabilmente da adulti.
Se non riveliamo o integriamo queste parti, esse provocheranno in noi adulti, un comportamento
infantile, dipendenze morbose, stati d'animo strani e, in generale, l'incapacità di maturare.
Il vissuto dell'infanzia non ci lascia liberi, ma ci coinvolge, ci domina. Non mi stanco mai di ripetere
ai miei assistiti, come fosse un faro di luce: "Tutto ciò che rimane irrisolto a livello inconscio è destinato
a governarci".
Con la crescita, la conflittualità interna può raggiungere una tale forza, una tale predominanza che la
vita stessa sarà, quasi esclusivamente, un fatto interiore.
Ma che cos'è allora questa illuminazione che sembra appartenere solamente ai Santi ?
Ho sempre dato grande importanza ai sogni e, oggi come terapeuta, li ritengo semplicemente fondamentali.
Il disagio, la sofferenza, portano il paziente a dire: "Il mondo non mi interessa, non mi appartiene se non
dall'interno". Il sogno, di conseguenza, ne è la Genesi, il raccontatore, il principe narratore, il materiale
che deve essere raccolto, raccontato, liberato.
Quei frammenti non risolti, gli archetipi parzialmente completati, il viaggio col padre e con la madre che porta su e giù
alla ricerca della Grande Madre, del Grande Padre del bambino magico e del bambino divino. Elementi dominanti del percorso psicologico
e comportamentale della vita di ciascuno di noi, che solo dopo essersi congiunti alla coscienza adulta
potranno perdere il loro carattere infantile e venire corretti. Bene e male. Buono e cattivo. Giusto e
sbagliato. Affrontare l'ombra, aprirsi, mettersi in discussione, risulterà il più grande atto d'amore che
ciascuno di noi possa fare verso se stesso e verso l'umanità.
L'Illuminazione, per me, si traduce nella Liberazione, nel decondizionamento dai problemi del passato,
disintossicati dal groviglio delle paure, per liberare e potenziare un "Io" che possa tuffarsi in quel grande
oceano che è la vita, viverla con pienezza, essere vivi-coscienti-tolleranti-pazienti, un po' folli e un po'
saggi e, perchè no, illuminati.