Ognun si ravveda perché nel mezzo del cammin de nostra vita, sia fatto bilancio de la summa, il che vuol dir la spesa. La vita sia vissuta sopra e sotto de la presa, perché il sotto e sopra sia nel pane e nella semina. Alzati e cammina, per alzare la vista dalla terra fredda; i cuori si riscaldino e l'amor trionfi perché la luce de la coscienza ne sia la gloria o Maestro Dante, fatto de la tua Opera così tuo grande dono per divulgar all'uomo de le vertude e canoscenza, a indicar ne lo intelletto i livelli di coscienza che dal basso sta verso l'alto; salga lo tuo spirito uomo a divina creatura. Parla così lo illuminato Dante che nella selva oscura, ne ha ritrovato il passo a indicar all'uomo zoppo e cieco la via per uscire da lo arido deserto, per salire ne lo alto la montagna, che sopra sulla cima vi è l'aiuto di chi premia. Il cammino ne è forte per la sua grande impresa, perché l'uomo perda nel sudore i blocchi de la sua Ombra. La grotta che sta in basso de la montagna sia per questo aperta al novo e nella feritura la iniziazione avvenga nello spirito guerriero, perché imperitura sia la luce per dimenticar de lo tenebroso oscuro. Dante manda per questo la parte sua più nobile nella figura di Virgilio, archetipo viandante a indagar ne lo oscuro, quanto l'anima nigredo sia pesante ne lo vil metallo ferro, sia nell'arte e nell'attesa per essere tramutata ne lo più nobile metallo giallo oro. Inizia così ne lo girone de l'oscuro, l'umana sorte caduta in basso, il fuoco ne sia calore nella figura di Lucifero. Il pianto nella parola, nella opera sua grande, redenzione sia la Via de la umanità per la salvezza. L'ANIDONIA che ha fatto inganno nello spirito smarrito de la HUMANITAS ecclesiasticus, io dico al poco per rispetto al molto, passare il solco per trovare la via, perché nel pianto l'uomo voglia essere guarito, ordunque liberato. O Divino Dante, che sia la tua magica parola imperitura a risvegliar per questo la vera natura; l'uomo qual magnifica creatura perché dell'animal ne perda i peli sia la luce la reale investitura. O Anima mia Beatrice, tu manchi per far dire completezza e armonia, dammi lo alimento de la sottil poesia, perché errando fuori dalla terra mia, io pianga per risanar le ferite de la mia alchimia, perché di là de le mura chi farà lettura penserà al compendio, non avrà nella parola il respiro che tutto muove e ne lo giudizio non sia aperto al disincantato e cada nella polvere vuoto e cieco. Chi mai può dire di quel ch'io scrivo non sia vero, l'illusione è anch'essa energia de la vita, ch'io nella mistica ho intrapreso dal pensiero ch'io trasudo è nel giungere a Beatrice l'anima mi congiunga nella semina a Dio.
OGNI BENE