Quello che vi voglio raccontare è una mia esperienza fatta in terapia con l'impiego del Mandala.
Siamo intorno agli anni '90 e un pomeriggio de bonora suonò il campanello de lo studio per essere ricevuti madre e figlio.
La storia così è questa. La mamma, signora Maria, aveva avuto il figlio Umberto 35 anni prima.
Nato con lo dannato impiego delle forcipi, irresponsabilità dei tempi, Umberto ne riportò così i segni per tutta la vita la condanna di essere: cerebroleso.
Poteva muoversi fisicamente in libertà, ma lo udito e la parola ridotte al minimo, così pure le facultà mentali.
Fatto però di una sensibilità straordinaria e di un comportamento inglese che bisognava star molto attenti a rispettare.
Il padre, funzionario di banca, aveva la passione per le cose elettriche e Umberto, quando era ancora bimbetto, ne imparò l'arte in tutte le sorti e in tutte le virtù; questo prima che il padre per una precoce malattia salisse così in cielo.
La ragione della loro venuta, a raccontar la signora Maria, di Umberto che da un paio d'anni, la notte s'era fatta di grida e urla e a svegliarsi così di soprassalto come se gli andasse contro una cavalleria sudando; per questo, poi così tanto da cambiargli le lenzuola una o due volte a notte. La signora Maria era veramente disperata, per Umberto e per tutto lo quartiere, visto che le urla facevano pure eco nella notte.
Qui bisogna far qualcosa, dissi così alla signora Maria.
Il primo intervento è stato semplicemente con la imposizione delle mani, creando così i passi di sondaggio per la bioenergia e l'equilibrio dei chakra. Anche se dopo qualche incontro le cose andavano un po' meglio, non raggiungevo la terapia che volevo. Venne così d'aiuto lo mio inconscio che per la verità non mi abbandona mai; mi diede in dono in sogno, un magnifico Mandala; strano, mi dissi, per uno come me cultore de la psicologia junghiana, che non avessi mai pensato di usare il Mandala come uso in terapia.
Ecco allora scattare pure la sincronicità (vedi La Sincronicità - Carl G. Jung - Biblioteca Boringhieri), in cose, eventi, accadimenti che avvengono in simultaneità.
In quello mese nella mia città (Padova) vi era un pullulare de incontri fatti e voluti da un gruppo di bravi giovani, sostenitori dei monaci tibetani, per formare nel tempo la loro scola, la Tara Cittamani.
Intanto, per il momento potevo godere dei loro incontri. Una sera ad una conferenza, fu loro ospite lo umbro, psicoterapeuta Junghiano Dott. Tallarico. Nello spiegargli il sogno fatto, mi scattò una forte intuizione; ebbi perciò visione di ciò che dovevo fare. Dissi così a Tallarico: "Ci sono, ho trovato il modo di comunicare con Umberto".
Fu per me un'autentica illuminazione. La mattina dopo carico di grande entusiasmo, andai così in studio a chiamare Umberto; presi un blocco da disegno e una scatola di pennarelli, misi di fronte a me Umberto che sembrava aver capito bene lo mio intendimento, a crear di conseguenza giù di picco i nostri mandala.
Non erano cercati, ma mi venivan da dentro; come le margherite a primavera.
Feci pure nel frattempo per l'occasione un interessantissimo incontro con un pittore romano di cui non ricordo il nome; dipingeva solo mandala, e li espose per una settimana alla libreria Arcana di Nenè e del caro amico Primo Contro.
Mi raccontò tutte le sensazioni e le forti emozioni che lui viveva nel dipingere i Mandala. Fu per me molto importante e particolarmente esaustivo. Il sabato della stessa settimana, due monaci tibetani finirono il loro faticosissimo lavoro, fatto con le sabbie colorate, un mandala di ben quattro metri, all'interno del Palazzo della Ragione.
Aiutai i due monaci tibetani a gettar nel vento quell'autentica opera d'arte, perché nella loro cultura è così che si fa; che è quello di non possedere nulla ma far bensì dono all'eternità; è lo insegnamento del distacco, quel che per l'occidente è ben fonte di grande infelicità.
Gli incontri con Umberto erano due per settimana, fatti di circa un'ora, e in quell'ora oltre il passaggio bioenergetico che gli piaceva tanto, a disegnar con me dei meravigliosi Mandala.
Non superai che qualche mese; tutti gli incubi, i sogni brutti, li fantasmi, le urla incessanti, lo sudor delle lenzuola, svanirono così come per incanto nel nulla, e oltre a ciò che a dir non è poco, aumentò la vigilanza, e perfino il portamento s'era fatto molto più eretto. Tutti così contenti, la mamma signora Maria, Umberto, il sottoscritto e tutti i residenti. La pace tornò così nelle case e nello quartiere che era pure residenziale.
Ridussi gli incontri a due volte al mese, ma grande fu la scola per via della mia teoria; che se il cervello non funziona, lo inconscio par da essere di sì e più ancora di una testa sana.
Per lasciarvi capire, vi fò l'esempio de la radio. Se la radio è rotta, non è per questo la comunicazione ad essere sbagliata, è solo che non può essere ricevuta intatta.
Ma di questo voglio parlare in un prossimo articolo che sarà fonte di una bella discussione: < Come ti racconto lo inconscio >.
Ritorniamo così ai Mandala.
Non mi sentirei qui di dare paternità alla cultura orientale per quanto riguarda il Mandala, perché credo sia negli occhi di tutti, quanto esso appaia nella storia dei tempi sia di qua che di là; nelle varie forme, nelle varie espressioni.
Forse all'Oriente far un uso più cosciente, più meditativo, infatti per loro, una volta fatto, e raggiunto così lo scopo, vien così soffiato al vento come dono all'eternità.
E per andare così a finire de lo mio scrivere, non potevo dimenticar lo pensiero del mio Maestro.
Per i Mandala Carl G. Jung ha pensato a questo: "I Mandala sorgono per lo più, stando all'esperienza, in situazioni caratteristiche da disorientamenti e da perplessità. L'Archetipo che ne è costellato rappresenta uno schema ordinatore che si sovrappone in certo qual modo al caos psichico come una trama psicologica; rispettivamente come un cerchio suddiviso in quattro, grazie al quale ogni contenuto riceve il proprio peso e il Tutto che tende a dissolversi nell'indefinito, mantiene la sua coesione grazie al cerchio che lo custodisce e protegge" (vi consiglio di leggere: Il segreto del Fiore d' oro - Ed. Boringhieri).
Quanti e quanti Mandala sono così nati grazie all'ispirazione per aiutar Umberto, ma anche per la gioia del sottoscritto (se non lo dicessi sarei così falsamente modesto, e dei falsi modesti, perbenisti e i falsi moralisti, mi stian pure alla larga; l'abbiam imparato anche al Grande Fratello con la simpaticissima Floriana, che per la sua semplicità, ma autentica creatura, ha vinto per questo fama e gloria e pure grana. Meglio allora un fio de na mignotta, perché quel che vedi in faccia almeno è tutto vero), centinaia a dir poco, e a sembrar fare pure a gara di dual sia il più bello.
La signora Maria ha oggi più di settant'anni e quarantacinque Umberto. Sono forti e sereni, e una bella amicizia ci tiene nel tempo uniti; per questa bella esperienza terapeutica che è la nostra storia sul Mandala.
Non vi è uno d'eguale, uno più originale, e la signora Maria li custodisce chiusi a chiave nel cassetto, come l'esperienza più bella dopo tanta sofferenza. E nell'esser giunto così alla fine, qualcuno si chiederà cosa io pensi del mandala, quale sia la mia idea, la mia opinione.
Come sempre e in ogni cosa, ciò che scrivo, penso e dico, la dovete prendere solo come una mia esperienza personale e questo ci tengo molto a dirlo, perché per me la vita è scienza, ma anche arte, ed è così che si forma la mia esperienzia; e ciascuno deve sapere cogliere con i propri occhi la bellezza del Creato; Dio ci ha fatto il grande DONO di questa meraviglia. L'omo, anziché andare ad uccidere, storpiare, bestemmiare, volgarizzare, deturpare, devastare, ne guardasse la bellezza, anziché fare tutto questo, se ne avesse più coscienza, ne potesse rimaner così incantato.
Per me il Mandala è una particella, un atomo, una cellula, un neutrone, lo strutturarsi del GENOMA; tutto è disegno e geometria. Guardate bene il Mandala, è il simbolo della neve, del fiore, della farfalla, e se per caso sei ateo, annoiato, infastidito, magari un po' disorientato, deluso o amareggiato, dipingiti un bel Mandala; non ti sembrerà vero, ma parlerai con il tuo inconscio e di parte del suo mistero e qualcosa di meraviglioso potrebbe aprirsi anche in te.
OGNI BENE

N.B.= Gli articoli sono pubblicati con frequenza settimanale

