SEMPLICI RIFLESSIONI

Tavola ottava



DE LA FEDE
per mia fortuna ' CREDO'
forse sarà da scemo
forse sarà supremo

De le religioni da tempo
ho imparato a farne a meno,
da lo spirito-coscienza
ottengo così il cibo,
e se per questo non mi
sento per nulla blasfemo

De le istituzioni non so che
farne, sono nato libero e
in questa libertà ch'io vivo
mi ravvedo

Ciò che penso, è perché
lo vivo
l'imposizione appartiene
al rogo

Vivo dell'Amore che
raccolgo per le strade,
per le vie, in ogni angolo
dove c'è la pietà di chi
vede e tace, ma nel silenzio
trapela 'AMORE'

Mi appello sempre alle parole
del Maestro Dante:
"Nati voi non foste per viver
come bruti ma per seguir
vertude e canoscenza"

Questa è la legge ch'io
mi attengo, perché la coscienza
nel tempo si illumini e
l'uomo dalle stalle salga
così alla verità del cielo

In te 'sto modo ch'io vivo
così la fede, che non è mai
regalo ma ricerca della libertà
dell'animo, perché le cose sian
vissute nel nome della
conquista dell' Amore
e della Verità

Ho grande rispetto di ogni
'Maestro' perché in ognuno
nella parola del suo tempo
ha portato l'alimento;
ho bensì orrore delle
ideologie perché la storia
insegna la ombrosa e nefanda
che scorre financo, a filo di
rasoio e quando verrà che niuno
avrà la pretesa di possederla,
la verità sarà come lo spicchio
de l'arancia, che appartiene
a tutto il suo insieme

Le arroganze così si
placheranno e un'unica
verità solcherà nei cieli,
i tempi verranno,
parola di Dante e per tutti
coloro che sapranno leggere



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