Ci sono insegnamenti dell'antico che sono ancora più potenti de li novi, che noi moderni chiamiamo razional scientifici.
Perché negare la evidenzia. Quel che gli antichi sapevano fare sono in bella mostra. Tu fabbro, per esempio, se ancora così ti posso chiamare, e senza offesa, sei tu capace di farmi una chiave del Medioevo ! Ti basta premere un bottone e la macchinetta ti dà la chiave; hai forse tu da questo un gran sapore, da mattina a sera premi lo bottone, e la macchinetta ti dà la chiave. La chiave de lo fabbro antico, per fare quella chiave che tu premi oggi il bottone, impiegava lo intero mese, ma la chiave era l'opera d'arte de lo lavoratore che era lavoratore artista perché creatore.
Da quelle mani e da lo suo sudore veniva lo suo onore. Per il signor fabbro lavoratore artista creatore, quella era lo suo stipendio; tanto era la sua arte, tanto era la sua pigione.
Ora io di certo non ho nulla contro la scienza e la tecnologia, perché io amo tutto questo, mi dà comodità e conoscenza, quel che prima solo osavo ora posso assai filtrare e posso così parlare di Quark e di fotoni, farti una e-mail oppure un fax. Ma dove sta la passione? Dove sta l'amore?.
Quel che all'uomo manca è l'amore de l'uso de la scienza, così abbiamo visto come la storia insegna.
Se quel farmaco fa bene, ma fa bene solo a pochi, perché mettere in moto la ricerca, per quale convenienza !
Per salvare una o due persone, qui non c'è l'affarone, non val la pena di fare produzione.
Non vado contro lo bidet che alle signore piace tanto; la doccia che faccio 'ahimè' tutte le mattine; dico 'ahimè' perché un amico che se ne intende più di me, mi dice sto depresso: "Guarda che per lavarti tra poco userai il vino".
Ma quello è 'no depresso; io che sono ottimista, qui nel Veneto, mi hanno ben insegnato che quando l'acqua tocca il culo, così te trovi la soluzione, e in questo io ben credo, perché quando l'uomo si comincerà a spaventare, manderà all'aria le paranoie e si unirà per fede a salvare la pelle sua e di tutta la comunità.
A che serve ch'io possa avere la villa con dentro la piscina, se il mondo avrà sete ? Mi verrà a bere l'acqua, così a tuffarsi sarà pure sciocco, perché la testa si fracasserà da sola.
Gli antichi avevano freddo, io me ne sto bene al caldo. Gli antichi avevano fame, io ho bello pieno lo congelatore.
Gli antichi avevano mal di testa, mettevano una patata fresca sulla testa e così passava il mal di testa.
Noi usiamo invece l'acido acetilsalicilico, ci passa così il mal di testa, ma ci inguaiamo pure lo stomaco.
Chi ha vinto per soluzione ? L'antico o lo moderno ? Mi spiace pure a dirlo, né l'uno e neppure l'altro.
Eppure l'uomo è grande; ha in sé il potere de la mente, ma resta ancora disperatamente povero per coscienza.
Verrà il giorno così che il mondo si fermerà.
Quel fabbro antico lavoratore, artista, che per fare la sua chiave te lavorava un mese, il moderno che ti fa le bombe intelligenti in un tempo assai più breve, prova pensare allora il fabbro antico, prova pensare l'omo moderno, tanto tempo per far la chiave, tanto poco per distruggere il mondo intero.
Mi sa che qualcosa qui non va; la super intelligenzia si dovrà rivedere e abbracciare l'arte de lo fabbro antico.
Il che vorrà dire, più rispetto per l'intelligenzia e più amore per la coscienza. Il moderno con l'antico.
La conoscenza con la sapienza. Ecco cosa sono allora li chakras; la ricchezza che da sempre stanno lì nell'uomo. Li chakras li hai dentro, il farmaco è lì de fori.
Quando mi guardo lo video che è tecnologia moderna, scopro le bellezze de lo Egitto, le Piramidi e la Sfinge, i geroglifici e Tutankhamon, Iside e Osiride; com'è comodo sto video, com'è bello lo Antico Egitto.
Al mattino vado in giro per la mia città (Padova) con la mia bicicletta di trent'anni fa. Stento sempre più a riconoscerla la mia città che è del Santo e de la Università; nel dono del carisma de lo Santo fratello Antonio; nel dono de la intelligenzia del Maestro di Scienza Galileo; eh sì, perché noi padovani siam famosi per essere gran Dottori, ma anche per essere detentori oggi per aver più banche noi di tutto il nord-est.
Tutto sto cemento, ferro e vetri, l'architetto de lo Antico Egitto, cosa mai penserebbe de ste moderne tombe ?
Ma torniamo a le nostre cose; lo sai tu mamma che quando dai la pappa al to puteo, nel dire Aum, esprimi in quel suono l'OM di tutta la creazione ?; che è poi lo stesso suono che il fisico moderno chiama Big-Bang.
Passiamo ora a parlare de li Chakras che sono centri di energia. Essi sono sette, distribuiti lungo la colonna vertebrale, dal coccige alla pineale e alimentano il corpo, la mente e lo spirito-coscienza, e nella capacità che avrai di interagire con il mondo essi saranno belli o brutti, pieni o spenti.
Da i 30 ai 35 anni ho praticato lo Hata-Yoga. Caparbiamente tutte le mattine alle sette, mi sono immolato nel silenzio de la mia stanza a studiare le Asanas, prediligendo poi alla fine, per comodità, il saluto al sole.
Lo Hata-Yoga parte da otto esercizi fondamentali e possono arrivare a seimila. Lo mio scopo non era di diventare un contorsionista e tanto meno un fachiro, volevo solo sperimentare il valore psico-fisiologico di questa importante disciplina. Ho così studiato il Pranayama , le tecniche del respiro e la Meditazione più semplice ma la più efficace e che consiste in una semplice candela che voi porrete se vorrete a 70 cm dalla vostra posizione di Pradmasana o fior di loto. Accendete la candela e ne fisserete la fiammella; all'inizio non sarà facile perché l'immagine de la fiammella scapperà da tutte le parti, ma il segreto è tutto qui; quando imparerete a fermare la fiammella i cinquantamila pensieri che normalmente viaggiano ne la vostra mente si fermeranno con la immagine stessa de la fiammella. Io ho fatto questo, e grazie a questo ne sono stato ripagato.
Come guida e Maestro, non avrei potuto chiedere di più perché così lo è stato, Giorgio Soprani di Piacenza; grazie maestro Giorgio e ogni bene.
Ma ritorniamo ora ai nostri Chakras, anzi ai nostri Sette Chakras.
I primi due rappresentano il livello de la fisicità.
I tre centrali sono quelli de la personalità.
I due rimanenti rappresentano i piani del sottile: l'Intuito e la Spiritualità.
Il PRIMO CHAKRA, appartiene al colore Rosso, perché il Rosso è il colore della vita. Questa energia si espande attorno al coccige; per questa ragione vien chiamato il Chakra de le radici. E' responsabile de la reazione de "lotta e fuga".
E' anche l'area de lo istinto = L'Azione non pensata. Si manifesta ne la ghiandola adrenalitica, governa i reni e la spina dorsale. Una volta ottenuto il collegamento mentale con questo chakra potremo rilassarci a comando pensando fortemente al rosso.
Il SECONDO CHAKRA appartiene al colore Arancione.
Questa energia si espande in corrispondenza degli organi sessuali (le ovaie nelle donne, i testicoli negli uomini).
E' il colore de la creatività. Di conseguenza è la vibrazione che dà il controllo de le nostre emozioni, ma è anche il responsabile de la nostra sessualità.
L'utilizzo consapevole di questo chakra consente di essere emozionati al momento giusto e non nel momento meno opportuno, come per esempio affrontare un esame o non essere armonici in un o nei rapporti sessuali.
Il TERZO CHAKRA appartiene al colore Giallo.
Questo chakra si espande leggermente al di sopra de l'ombelico, sul plesso solare inferiore.
E' il chakra del potere personale, de la volontà e del cambiamento.
Collegandoci a questo chakra otterremo la pace mentale. Si manifesta nel pancreas, governa le funzioni del fegato, de la milza, de lo stomaco, de la cistifellea e di parte del nostro sistema nervoso.
Il QUARTO CHAKRA appartiene al colore Verde.
Questo chakra si espande all'altezza del cuore, sul plesso solare superiore.
Raggiunto il contatto vibrazionale, avremo una sensazione di pace psicofisica.
Si manifesta ne la ghiandola del timo. E' il regolatore del nostro cuore, del sangue, del sistema circolatorio ed esercita la sua azione sul sistema immunitario endocrino.
In analisi consente di raggiungere il bambino che è in noi nel momento preciso de la ferita.
Il QUINTO CHAKRA appartiene al colore Blu.
Questo chakra si espande a livello de la gola.
Si manifesta ne la ghiandola tiroidea, governa i polmoni, le corde vocali, l'apparato bronchiale e il metabolismo.
E' il centro de la espressione, de la comunicazione e del giudizio. Ma è anche il centro dell'amore, dell'amore universale. Quando si è in armonia con questo centro, possiamo donarci, nel senso che possiamo trasmettere agli altri tutta la carica emozionale che è in noi di questo eccezionale sentimento.
Il SESTO CHAKRA appartiene al colore Indaco (che corrisponde a una vibrante combinazione di rosso e blu).
Si trova al centro tra le due arcate sopraccigliari; universalmente conosciuto come il Terzo Occhio.
"Quando si è aperto in me per una intera settimana, osservavo e guardavo tutto ciò che vedevo attraverso il terzo occhio; è stata un'esperienza straordinaria".
E' la sede de lo intuito, cioè l'azione ispirata.
Si manifesta ne la ghiandola pituitaria.
Governa il cervello inferiore, il sistema nervoso, le orecchie, il naso e l'occhio sx, quello de la personalità.
E' il centro de la nostra natura spirituale.
Dà luogo all'intuizione e la visualizzazione.
Il SETTIMO CHAKRA appartiene al colore Viola, ma anche alla combinazione di tutti i colori, la luce bianca.
Viene chiamato anche il chakra de la corona, ed è situato ne la parte superiore della testa.
Si manifesta nella ghiandola pineale, governa il cervello superiore e l'occhio destro, l'occhio de la spiritualità.
"Imparate a guardare attraverso uno specchio prima uno, poi l'altro de i vostri occhi e scoprirete il momento più favorevole de la vostra spiritualità o de la vostra personalità".
E' attraverso questo chakra che si può raggiungere il totale senso di integrazione con Dio e con la totalità de le cose.
Questi sono li chakras, la loro funzione, la loro energia.
Stampateli bene ne la vostra mente, concentratevi su di essi, imparate ad attingervi, ma anche a rigenerarli nell'angolo più tranquillo de la vostra stanza.
Essi vi daranno forza, energia, conoscenza.
Non vi chiederanno mai nulla in cambio, se non che la vostra attenzione, in fin dei conti, pensiero ed energia sono fatti de la stessa sostanza.