I TAGLIANDI DELLA VITA

Ovvero: gli appuntamenti, a indicar che nel corso delle cose, cambiano anche i bisogni,
perché il corpo cresce e quel che prima ci andava largo poi ci va pure stretto.
Iniziano così i tagliandi della vita.


Eh! sì, il momento è arrivato; sono uomo, sono donna. Sto a casa o me ne vado fuori ? Chi sono, voglio scoprire il sesso, la politica, la religione, la scienza, insomma voglio mettere il naso fuori casa. E' il segnale, gli ormoni ci spingono fuori, ma le insicurezze ci tengono ancora dentro. E' il primo grande tagliando della vita, quello che dovrebbe segnare il tentativo dell'ingresso ufficiale alla vita. Cominciamo così a frequentare coetanei dell'altro sesso, cerchiamo amicizie nuove, il primo timido bacio, le prime languide e inesplorate carezze, la scoperta dell'amore e della intimità. Vogliamo, si fa per dire, uscire dal mondo protetto e ovattato della famiglia, al mondo della presenza e della competitività. Ci guardiamo allo specchio, sono bello, posso piacere, posso osare; meglio biondo o meglio scuro ? Meglio la cravatta, gli jeans, la mini o il tailleur ? Meglio fare l'ochetta o la viperetta ? Insomma vogliamo sperimentare l'arte per poter piacere ed essere così accettati o almeno così si crede (leggi se vuoi per questo "De lo rifiuto"). E' la regola, più mi piaccio più mi sento accettato. E' lo scossone per gli amici nuovi, quelli che ti danno il confronto, ma anche rapporti importanti che finiscono o che si rinnovano per portare nuova linfa, a misurare come siamo diversi e come si sta cambiando. Spesso e volentieri ci troviamo di conseguenza fuori dal giro. Quali sono quelli buoni; con quali mi riconosco di più ! Come ce la caviamo a intoppare la ragazza giusta. C'è a questo proposito uno studio inglese che indica che si deve uscire con una decina di persone per trovare quella giusta, quella che in futuro potrà andar bene per noi. Ma sappiamo anche come vanno le statistiche, perché potrebbe essere la prima, così pure l'ultima oppure nessuna. L'alchimia della coppia ha le sue regole che la statistica ha difficoltà a corollare. Il che significa dover fare sempre nuovi appuntamenti fin quando non si ingrana con quella giusta o almeno così si pensa (e chi può mai dirlo). Chi non ricorda la prima volta, l'entrata nell'anfiteatro, cosa mi renderà più attraente e interessante ? Che cosa terrà insieme la relazione, parlo io o lascio parlare lei ? Entrando nell'agone dell'appuntamento impariamo a uscire dalla nostra presunta innocenza per lasciarci o non lasciarci coinvolgere nella relazione. Assaggiamo il terreno o meglio, assaggiamo la nostra efficienza nel portare chi ci sta di fronte nella nostra orbita come il ragno fa con la sua ragnatela. Scopriamo così che molto dipende da quello che si ha dentro (e questa è una verifica importante) da quel quid che si fa sentire, ma che non si lascia mai completamente leggere. L'onestà sta anche nel riconoscere nel deluderci o nel deludere la relazione che forse puntiamo troppo in alto, il che dovrebbe anche insegnarci che la bellezza è un fatto d'insieme e non solo un esubero di chirurgia estetica e che per essere amabili è quanto nella realtà anche una apertura alla disponibilità e infine va anche ricordato che per essere amati, bisogna anche saper amare.


OGNI BENE



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