La rabbia che produci, in primo luogo, sappi che è fornace tua e ne produci così tanta nell'arco de la vita che da solo impiegandola bruceresti una foresta intera e pure una montagna.
Non ti stupire allora se hai mal di stomaco, il diabete, l'ulcera, l'artrosi e la pressione alta, perché se cominciassi a parlare di psicosomatica, la rabbia risulterebbe ne la circostanza un'autentica regina.
Ma che cos'è la rabbia ? In primis pensa intanto che essa è energia che tu dipingi di malumore, rancore, disperazione, odio e vendetta e quant'altro di malefico che ti passa ne la mente; essa è per questo di colore grigio e quando la produci e te la tieni dentro, diventi te stesso de lo stesso colore de la rabbia.
L'ira e l'esercizio de l'amore sono due strumenti validi per scaricare la rabbia, altrimenti o ti sclerotizzi o diventerai con la tua rabbia il miglior amico de la tua ombra.
Prova pensare allora cosa non fai per nascondere la piaga; ti attacchi agli estremi de la politica, al fanatismo religioso, a le grandi imprese de la vita; allo sport magari estremo, a lavorare come un dannato senza essere per questo mai soddisfatto, ad avere una logica squallida perché proietterai su tutto, sempre la tua rabbia e di conseguenza pure la tua ombra.
Perché allora la rabbia.
La rabbia ci riporta sempre ne le nostre più remote ferite, perché da piccoli così nascondevamo la paura, le umiliazioni, i nostri sentimenti; di conseguenza, quando qualcuno provoca i nostri tasti, ecco , per reazione che esplodiamo come un vulcano che si risveglia sempre come fosse la prima volta, e la lava e li zampilli diramarsi in ogni parte e in ogni dove.
Questo avviene perché il nostro sistema di difesa con gli anni non funziona più come ne la infanzia; a parlare per questo non sarà l'amore e la passione, ma la pressione de la rabbia che ti porterai dentro.
Abbi il coraggio allora di aprirti ne la ferita; raggiungi pure il dolore, ma questa volta non fare l'errore di chiuderti, lascialo esistere, poi scarica pure tutta la tua rabbia.
Se vuoi sanarla devi imparare ad affrontarla; se ti chiudi non farai altro che affondarla e per conseguenza alimenterai il meccanismo della tua rabbia.
Impara che il dolore fa anche parte de la vita; ad ignorare la piaga e lasciarla nel veleno non ti renderà libero, ma schiavo de la rabbia che ti porti dentro.
Vuoi la libertà ? Vuoi la dignità ? Vuoi la serenità ? Non scaricare più i sacchi dell'immondizia sopra la ferita; aprila, lasciala respirare, porta la tua nuova consapevolezza di chi sta imparando a guardare in faccia la realtà, ed essere per questo vero; meglio essere reali che star dipinti di grigio o ancor peggio di colore nero.
Lascia da parte per questo maghi e maghetti, guru e guretti, sette e cagate del genere, che de le tue sofferenze gliene può fregar di meno e tanto meno de la tua evoluzione.
Impara ad essere allora guaritore, guaritore di te stesso, perchè innalzerai in testo modo il tuo io migliore e abbatterai pure la psicosomatica; ti sentirai 'Maestro' perché sentirai la tua coscienza aprirsi all'amore e alla conoscenza. Il male non esiste, se non come frutto de la NIGREDO che l'umanità nel secolare si porta dentro.
Non hai bisogno per essere santo dell'aureola, ma dell'acqua benedetta che sta nella luce de la tua coscienza. Non genofletterti al potere di chi ti vuole fesso, da qualunque parte esso arrivi; ricorda piuttosto che siamo fatti tutti de la stessa sostanza, e che anche tu non ne sei di meno; e nella totalità un giorno per questo ti riconoscerai.
Nella libertà e nella luce della tua coscienza c'è la forza de la tua salvezza; "Alzati e cammina", apriti alla vita e alla consapevolezza e vivila in tutta la sua pienezza, avrai dato così il senso e il significato di tutta la tua vita e il perché dell'esistenza.
OGNI BENE

N.B.= Gli articoli sono pubblicati con frequenza settimanale
