Diciamo la verità, chi non subisce il fascino della medicina, non per il possibile potere che ne consegue, ma anche per amore de la pura conoscenza che le appartiene.
MEDICINA-PSICOLOGIA-RELIGIONE, tre strumenti importanti per accedere al mistero, che alla fine mistero poi non è, ma solo ignoranza e povertà dell'uomo, perché
verrà il giorno che la scienza si aprirà all'ignoto e la coscienza si aprirà alla ragione.
Se questo avverrà, o quando avverrà la malattia sarà solo un ricordo dell'animale uomo, e avrà raggiunto in quel futuro la libertà, la evoluzione, il paradiso perduto, una nuova Era, quella dell'amore e della felicità, che vien chiamata così nello insegnamento dei Maestri della storia: l'ETA' dell'ORO.
Sogno di un ricercatore, utopia di un guaritore, delirio di un visionario ? No, non credo, o almeno così spero.
Io non ho la chiave de la verità, ma Dio mi ha dato gli occhi per vedere, le orecchie per sentire, un cuore per amare, la ragione per capire, una coscienza da illuminare, e nell'evidenzia, Dio o la natura se vuoi, non fa mai nulla a caso e che palesemente solo una mente grossolana, ottusa e cieca non può vedere, e nell'evidenzia le cose avvengono; chi avrebbe mai pensato, per esempio, che poco più di mezzo secolo fa della avvenuta fondazione della comunità europea, concepita certamente per un nuovo e più strategico riassetto economico politico dell'Europa nel mondo (anche se attualmente l'Euro ci fa dannare), l'aspetto politico, storico, sociale, ha in sé un valore assai più grande.
Quando allora l'uomo abbatterà le stupide barriere medioevali nel rispetto de le caratteristiche di ogni popolo, di ogni cultura del mondo intero, a indicar che l'uomo è uno solo "fatto a sua immagine e somiglianza" al di là de la forma e non per il colore de la pelle bianca, rossa, gialla o nera; né per gli occhi scuri o per i capelli biondi, perché razze e religioni parleranno alla fine un unico linguaggio, quello dello spirito coscienza che unirà per questo tutti i popoli sotto un'unica bandiera nell'evento illuminante della consapevolezza (Perdonatemi, oso pure fare una data in modo goliardico, senza per questo portare offesa in nessun versante che vuol essere così un gioco di memoria, perché non si sa mai: Nostradamus 3797).
Io non so per questo essere indovino, ma in cuor mio sento che questo così sta scritto, e questo un giorno verrà e quando sarà, meglio sarà così per tutta l'umanità.
Ogni Maestro ha parlato nel suo tempo e a suo modo per esigenza di quel tempo e di quel modo perché la verità scorre nella teatralità della vita per diversi binari, affinchè la verità sia di tutti e di nessuno, perché il potere e neppure l'Ombra non ne sia padrona.
La pretesa di averla in esclusiva è solo una pretesa umana, perché la verità alla fine è una sola, in questa terra, in questa galassia e in ogni dove sia la vita.
L'uomo formica ha per questo ancora innanzi a se un gran cammino per raggiungere la mèta, ma la verità sta in ognuno e quel che sta dentro prima o poi verrà de fori. Nei miei viaggi del profondo so di aver vissuto in altri mondi e in altre galassie, perché da lontana memoria ho imparato che
quel che è nel razionale si dimentica e quel che è nell'irrazionale si raccoglie. Intanto, per prepararvi sul tema, mi permetto di consigliarvi: OZONIS, in qualche luogo dell'universo…di Martha Green per l'Edizioni 'Il Punto d'Incontro'.
Ma non vorrei parlare oggi di questo, perché so di rischiare di sembrare poco o tanto allucinato, e poiché forse poco, forse sono, grazie a Dio un po' meno, mi limiterò all'articolo che è già più serio: "De lo tuo corpo quale mappa de le ferite de la tua anima", e per quello mi racconterò a suo tempo o per quel che si dice pure a tempo debito.
Andiamo così con dovizia per non distrar il pensiero a sviluppar l'articolo.
Penso senza tema di smentita che il più grande interprete de la scuola Acquariana portata in Italia da BABA BEDY (padre di Kabir Bedy, attore e bravo interprete de le fortunate serie televisive Salgariane, venuto in Italia per salutare il padre, si trovò così a interpretare quella parte), sia stato, per capacità e profondità, l'Avvocato Cesare de Bartolomei di Roma.
Conobbi Cesare a Padova ad una sua conferenza nel dicembre del 1987. Nacque così una bella amicizia, non priva per questo di scontri, perché quando nella ricerca arde anche il fuoco de la passione, con il fuoco e per passione ci si può anche scottare, ma mai nulla di personale, e vi rimane perciò rispetto e grande simpatia, anche se da anni ognuno si è perso nel proprio destino e nei propri percorsi.
Cesare era ed è un ricercatore puro, coraggioso, grande esperto anche del pensiero Junghiano, per essersi tra l'altro, oltre che studiarne il pensiero, sottoposto a più di seicento ore di analisi, per andare senza mezzi termini nei più profondi meandri dell'inconscio.
Cesare seguì per anni direttamente l'insegnamento di Baba Bedy, incorporandone il sapere più sottile del Maestro, diventando così un convinto sostenitore e un prestigioso e profondo divulgatore.
Baba Bedy si è spento il 31.3.1993 all'età di 84 anni, ospite di una gentile famiglia di Cittadella (meraviglioso paesino medioevale che si trova ad una trentina di chilometri dalla mia città), che ne portò tutte le amorevoli attenzioni fino al momento del suo ultimo respiro, fondando così poi una scuola per divulgarne il pensiero.
Venni a saperlo per caso ed in ritardo, perdendo così la opportunità di abbracciare il Maestro che tanto con i suoi insegnamenti aveva illuminato centinaia e centinaia di ricercatori affamati di verità e conoscenza sparsi in tutta la penisola.
La scuola Acquariana (come altre scuole esoteriche di arcaica memoria) insegna come la malattia sia lo specchio di un pensiero disarmonico che cadendo nell'organo più debole e per la funzione che presiede non solo dal punto di vista fisiologico ne alteri l'equilibrio, se non la distruzione, portando anche tutto il sistema alle estreme conseguenze.
La psicosomatica non è oggi più un mistero per nessuno. Tutti al mondo abbiamo bisogno di cure, per cui questo diventa uno dei principali problemi della vita.
Non solo nel corso della nostra esistenza abbiamo tutti malattie minori, ma molti di noi si prendono una o due malattie realmente gravi che in qualche caso ci portano a salutar la forma.
E' del tutto possibile che ciò che causa la malattia, ogni malattia fisica e mentale, sia la ferita originaria dell'infanzia che non è mai stata guarita e trasformata.
"DA ADULTI CI AMMALIAMO PERCHE' IN NOI GRIDANO LE FERITE DELL'INFANZIA".
Curare vuol dire risolvere una scissione, una disfunzione della psiche e del corpo.
Quando siamo malati, certi organi non funzionano nel modo che è loro proprio. Sono bloccati, resistono al flusso energetico naturale della vita. A volte bisogna addirittura asportare il vecchio tessuto o il vecchio meccanismo mentale perché il resto continui a funzionare.
Questa è la soluzione radicale dell'eliminazione del vecchio e dell'inutile: la cura consiste nel proteggere l'organismo esportando l'elemento distruttivo.
L'altro modo di curare consiste nel trasformare. Anche in questo caso il meccanismo o l'organo blocca l'energia, rifiuta di far parte dell'intero, ma noi cerchiamo di guarire l'organismo accogliendo la parte ferita invece di rigettarla.
LA CURA RIPORTA LA PARTE ALL'INTERNO DEL TUTTO.
C'è un cambiamento nel flusso energetico della parte e lo stesso intero si trasforma includendo la parte.
Ogni trauma è in origine un colpo al naturale funzionamento dell'organismo. Come reazione l'organismo cerca di proteggersi costruendo attorno alla ferita un sistema di difesa.
Se agiamo in maniera difensiva è per impedire che ulteriori colpi ci feriscano. Per guarire dobbiamo permettere al sistema di difesa di aprirsi; dobbiamo incidere la ferita e aspirarne il potere tossico.
Nel momento in cui il trauma viene riportato alla luce, la persona ferita rivive la passata sofferenza, ma questa volta non se ne difende. L'esperienza totale della ferita viene accettata come un'energia con cui lavorare anziché da respingere.
A questo punto al posto dell'atteggiamento difensivo è possibile la risoluzione.
La ferita guarisce nel momento in cui viene integrata da quel tutto che è l'organismo; e poiché tutte le sue parti lavorano insieme, senza reciproche resistenze o blocchi, l'organismo torna a funzionare al massimo delle sue capacità.
La miracolistica o quello che io chiamo anche 'liberazione', si basa nello far scattare questo meccanismo che sia o no un atto di consapevolezza, "perché vieppiù lo ritengo ancora un meccanismo inconscio".
Quando avviene la guarigione (meglio dire autoguarigione) scatta una nuova riconquista verso la vita; il potere tossico non inquina più, né il corpo né la coscienza e tutta la nuova energia viene così utilizzata per la solarità della vita.
E' in quel momento che l'amore dato prima di tutto verso se stessi può essere donato così all'esterno.
Ho pensato di farvi dono di una tabella che riporta la lettura della funzione psico-fisiologica degli organi.
OGNI BENE