DE LO SENSO DI COLPA

Il senso di colpa ti fa parlare prima; 'sono stato io', chissà mai perché la colpa cade sempre su chi è più debole o chi ha sviluppato di più il senso del dovere o de la responsabilità, a coprir così il più furbo, il meno responsabile e non di meno più stronzo de la compagnia.


Il senso di colpa ti fa parlare prima 'sono stato io' ! Senso di colpa, chi dice che ti fa più responsabile e chi dice nel suo opposto che fa veramente male fino a lacerarti dentro. Sette su dieci dice di sentirsi in colpa, "ma de che ?". Cos'è che si prova in concreto per vestir così abbondantemente l'ombra del colpevole ? Nasci per essere in colpa perché per essere nato sei pure in colpa, per la terra che calpesti, per l'aria che respiri, per la natura che consumi, per quel cavolo che combini; zitto tu…a fan brodo tutti quanti, mi son girato di portarmi dentro sta colpa a tutti i costi…Ma che cos'è sta colpa e più ancora cos'è che proviamo ? Di sicuro la parte più arcaica ed egoica in conflitto con la parte più evoluta e responsabile. Ma stiamo parlando ancora di evoluzione ? Ho avuto in terapia una coppia di cinquantenni che, lavorando a più non posso senza tregua e senza sosta erano riusciti a raggiungere a quell'età una solida posizione economica, solo che nessuno dei due si godeva il frutto del loro impegno e del loro sacrificio. Continuavano a vivere più o meno da poveri, come era stata la condizione della loro infanzia, perché una parte di loro si sentiva immeritevole a cambiare il modo e lo stile di vita, anche se la condizione attuale ne fosse palesemente cambiata. Questa la dice lunga, perché è anche vero il suo contrario per chi arriva a far quattrini con gli anni, anzi, nel vero non ci arriva mai, nel senso che i soldi ci sono, ma non li fanno stare mai fermi, perché o par che 'scottano', o par che devono essere del 'diavolo'. E' fuori da ogni dubbio che il senso di colpa è frutto della secolare cultura del potere, a sperar del caso che un giorno non ci si debba anche sentir in colpa per mettere il naso semplicemente fuori casa, o con la scusa che quando respiri inquini o per quando cammini calpesti. La società è fatta per essere sostenuta da leggi, ma un conto è una società evoluta che tiene conto della libertà e del rispetto della dignità dell'uomo e un conto è una società repressiva. Interi sistemi etici e morali sono stati creati per farci sentire cattivi e nell'infanzia anche i genitori possono aver sovraccaricato il bambino di innumerevoli divieti. Non fare questo, non fare quello e di conseguenza quando viene infranto quel che si dice la norma, il bambino rischia la bolla del bambino cattivo. Non sempre un bambino può sentire l'istinto della gentilezza; qualche volta la rabbia e il tormento può del caso avere il sopravvento. Crescendo c'è chi si divide in categorie, quali l'idealista, il moralista, il perbenista e il permissivista; di sicuro c'è un rimedio a tutto questo, ed è essere reali, perché sentirci in colpa per non aver soddisfatto le esigenze di un altro; per non parlare di quella categoria che sembra che tutto gli sia dovuto. Incoraggiamo il bambino ad esprimere se stesso intervenendo solamente quando sono in gioco i valori della vita. Incoraggiamo chiunque ad esprimere se stesso e nel soddisfare le esigenze di ognuno, facciamo in modo che siano soddisfatte anche certe nostre esigenze, creando così un soggetto forte capace di esprimersi, ma anche quello di avere la responsabilità per la decisione presa. Meglio essere reali, che un insaccato ombrosamente adulcerato. La banale trasgressione è onorar la vita con la nostra imperfezione e segnar così l'ingresso nella vita: "Anch'io ci sono".


OGNI BENE



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