In ogni modo e in ogni misura, ti troverai a recitar un ruolo, molto dipenderà da l'ambiente dove sei cresciuto e non di meno per le caratteristiche del carattere che ti porti addosso. Se hai scelto di fare la Stella vuol dire che vieni da un ambiente morbido e sei contrassegnato da forte estroversione. Se sceglierai di fare il Viticchio, quello che ha sempre per l'occasione male al ginocchio per camminare di meno, il mal di stomaco per non prendere freddo, vuol dire che sei cresciuto in un ambiente morbido e sarai di conseguenza contrassegnato da una netta introversione, perché per non esporti troppo, meglio che siano gli altri a pilotare il gioco. Se hai deciso di fare il Bullo vuol dire che sei cresciuto in un ambiente decisamente duro e ti sei messo in testa nel far l'estrovertito, meglio sapersi imporre che fare la Fighetta. Se hai deciso di fare la Tartaruga, perché sei uscito da un ambiente duro, meglio ti dirai, essere introverso e contare fino a cento prima di tirar fuori dal guscio la tua povera testa. Descritte in 'te sto modo queste rappresentazioni, appaiono palesemente come reazioni negative e difensive rispetto alla realtà. La Stella fondamentalmente è una insicura; tanta energia per stare al centro e mascherare in realtà così il suo contrario. Il bullo, nel far paura agli altri in realtà è dare forza a se stesso. Il Viticchio richiama l'attenzione verso di sé: "Se io mi rappresento fragile, qualcuno si occuperà di me". La Tartaruga: Se vado piano qualcuno mi darà pur 'na mano. Questi aspetti rappresentano i tempi e i modi che ognuno si dà, e nel crescere di conseguenza si avvalerà del proprio taglio, come per questo essere creativo come la Tartaruga, come essere vulnerabile come il Viticchio: o per essere brillanti e comunicativi come la Stella o nel fare il duro come una persona forte di tipo bullo. E' giusto che nella sua difesa il bambino sia attore di un 'Io' contenzioso perché è strategia dell'arte per salvar la pelle, ma via via che il corpo cresce, anche l''IO' dovrà imparare a dosare il proprio EGO, se vorrà imparare a socializzare e vivere bene le faccende della vita senza perdere per questo il gusto; è il piacere della competizione che è sale e pepe de la esistenza. Senza contare poi il dispendio energetico per tanta energia impiegata su se stessi. La trasformazione consiste nell'abbandonare il sistema di difesa e nel vivere ciascuna delle dinamiche al modo giusto come parte della totalità. Da grandi dobbiamo imparare che non esistiamo solo noi e che siamo interdipendenti rispetto agli altri. La vita non è il limite del metro quadrato, ma uno spazio condiviso; anteporre sempre se stessi agli altri significa essere per di più offensivi se non addirittura nocivi nei confronti degli altri, abbandoniamo nella consapevolezza l'eventuale costoso egocentrismo, rimodelliamo le nostre difese a un più lodevole Io, saremo per questo più energici, più generosi e la vita nel compendio ci ricambierà.
OGNI BENE