VINCE L'ORO O VINCE IL DOPING: son così trascorsi 28 anni
LA REALTA' SUGLI ANABOLIZZANTI.
Scrissi questo articolo per conto della rivista sportiva a carattere nazionale
(VIGOR N°2 pag. 46-47 del 1976)
L'ho preso come sta, perché non ha bisogno di commenti.
Son trascorsi da allora 28 anni e la domanda sembra a tutt'oggi d'essere d'obbligo:
"Vince l'Oro o vince il doping ?"
Non molto tempo fa siamo stati tutti testimoni di una sconcertante dichiarazione fatta da un noto campione dello sport. Costui ammise con incredibile disinvoltura di fare uso smodato di sostanze steroidi anabolizzanti, al punto che il suo interlocutore gli fece notare i gravi pericoli verso cui andava irrimediabilmente incontro, come l'impotenza sessuale. Il campione replicò: "Non mi interessa affatto la mia virilità, la cosa più importante per me è rappresentata da una vittoria olimpica". In questa assurda frase si riassume la profonda decadenza verso cui tendono oggi i valori umani dello sport e gli stessi atleti, che sono disposti a gettare al vento la propria felicità, salute e talvolta la vita stessa, per inseguire un effimero sogno di gloria, una felicità che si perde nel giro di pochi giorni (quelli successivi alla vittoria)...e dopo ? Dopo, la drammatica realtà, quella che non svanisce col tempo ma che rimane per tutta la vita a indicare un tragico errore. Perché molti atleti usano anabolizzanti ? Non è più possibile appartenere al moderno e controverso mondo dello sport senza ricorrere alle droghe ? Ormai non è più un mistero, le polemiche appaiono sui giornali, se ne discute il problema in dibattiti televisivi, si cercano provvedimenti nelle assemblee del comitato olimpico; nessuno osa negarlo: un'alta percentuale di atleti di ogni sport si droga o ricorre a sostanze chimiche steroidi. Il fenomeno ha raggiunto proporzioni talmente vaste che ormai sfugge a qualsiasi controllo. Ne abbiamo un'agghiacciante testimonianza: alcuni noti campioni sono morti per emorragia cerebrale dovuta a dosi eccessive di anfetamina; un campione sovietico di sollevamento pesi, medaglia d'oro a Monaco, è diventato irrimediabilmente impotente causa la somministrazione di sostanze chimiche steroidi; ad alcuni atleti l'uso di questi farmaci ha procurato la cecità, ad altri un tumore. Un noto culturista americano ha perduto un rene, affetto da tumore, fatale conseguenza di indiscriminato uso di anabolizzanti. Alcuni culturisti, che arrivavano a prendere fino a 16 pastiglie di Dianabol al giorno, si accorsero con angoscia di urinare sangue: tale farmaco aveva loro causato un'emorragia alla prostata. Nei casi più benevoli vengono riscontrati effetti paralizzanti temporanei; in altri, letali, il cancro al fegato o alla prostata. Le nuotatrici della Germania Est, che ricorrono all'uso di ormoni maschili (sostanze steroidi), dopo le loro incredibili prestazioni ai campionati europei sono state al centro di aspre polemiche; esse presentavano caratteristiche virilizzanti (sembravano tanti ragazzi !!!). Queste e numerose altre conseguenze colpiscono chi ricorre a componenti non naturali per migliorare le proprie prestazioni sportive. Ne vale proprio la pena ? L'intelligenza, il buon senso, il rispetto per sé stessi dovrebbero inequivocabilmente suggerire che un vero atleta, una persona saggia e razionale, ha il dovere di ripudiare categoricamente tali espedienti.
CHE COSA SONO GLI ANABOLIZZANTI ?
Sono anabolizzanti quelle sostanze chimiche che favoriscono l'anabolismo (insieme di reazioni chimiche che conducono alla formazione dei costituenti dell'organismo, quali le proteine, i glicidi e i lipidi), e quindi agevolano un aumento del peso corporeo e della forza.
Gli anabolizzanti proteici sono farmaci che favoriscono la biosintesi delle proteine necessarie all'organismo. Quest'azione si manifesta mediante la ritenzione di zolfo, fosforo e azoto, utilizzati dal fegato per la sintesi degli aminoacidi (sostanze chimiche che formano la proteina).
Gli anabolizzanti di uso più corrente nella pratica clinica sono attualmente quelli appartenenti al gruppo degli ormoni maschili, tra cui il testosterone, il quale, oltre alla caratteristica attività androgena, possiede anche una notevole azione di risparmio sul metabolismo proteico. In medicina, questi farmaci vengono somministrati a pazienti affetti da magrezza cronica e patologica, ma solo raramente; in tutti gli altri casi sono categoricamente sconsigliati. Purtoppo non è necessario esibire la ricetta medica per ottenerli; basta entrare in farmacia, pagare e se ne può riempire un armadio. In queste condizioni gli atleti li impiegano con uso indiscriminato; a questo punto diventano una facile droga, una cambiale a scadenza indeterminata: quando un brutto giorno batterà la sua scadenza, se ne dovrà pagare il capitale, con aggiunti tutti gli interessi.
Il corpo umano è un perfetto equilibrio biologico; quando si interviene artificialmente sull'organismo, si ottengono dei risultati, inevitabilmente a danno di altri.
Molto spesso sento dire da alcuni atleti, che ammettono di fare largo uso degli anabolizzanti: "A me non succede nulla !". - Io aggiungo che sarebbe più saggio pensare a 'quello che potrà succedere e che inevitabilmente succederà', poiché ci troviamo di fronte a un vero avvelenamento, lento ma continuo...inesorabile.
Ci sono voluti trent'anni per sapere e capire che il DDT è nocivo all'uomo; ora i nostri figli nascono con il DNA (elemento chimico che racchiude le caratteristiche genetiche) inquinato da tracce del DDT.
La stessa cosa si verifica per chi fa uso di sostanze steroidi: gli effetti negativi si possono pagare a lunga distanza.
La medicina sportiva attuale manca di esperienza approfondita (casistica) in questo campo, perciò i consumatori di tali prodotti sono le inconsapevoli cavie per sperimentarne l'effetto...futuri quarantenni che, anziché dimostrare che lo sport mantiene giovani e vigorosi, a quella ancor giovanile età saranno nient'altro che relitti umani.
Quindi, miei cari amici, riflettete bene prima di decidere di usare questi prodotti, guidati solo da sconsiderati impeti di entusiasmo agonistico: pochi attimi di gloria non valgono certo il resto della vita !
In Italia si accenna appena a questo argomento e invece il problema andrebbe, non solo discusso, ma fortemente approfondito. In altri Paesi come la Germania, la Russia e l'America dove degli anabolizzanti se ne è fatto e se ne fa ancora largo uso, si sta finalmente ponendo il problema in termini medico-sportivi, ponendo sotto attento controllo gli atleti che vi sono dediti. Tuttavia si tratta di esperimenti più che altro preventivi, cioè atti a salvaguardare l'integrità fisica degli atleti più che per vedere se possono esservi dei pericoli nell'uso di questi farmaci. Infatti, con o senza controllo medico, la pericolosità esiste sempre.
Ho cominciato ad interessarmi di cultura fisica che avevo appena 10 anni, spinto da una naturale predisposizione atletica e, a quei tempi, un braccio di 40 centimetri rappresentava il traguardo di tutti i culturisti di quell'epoca. Oggi a 30 anni ho superato tale misura di qualche centimetro, non sono un grande campione, ma posso vantarmi di essere rimasto un atleta integro, puro, che crede fermamente nell'unica medicina veramente valida: "volontà !". Non solo ritengo di essere un atleta soddisfatto, ma un uomo felice, felice perché tutti questi anni di duro allenamento hanno contribuito a crearmi un fisico sano e un carattere forte, che si estende come filosofia anche a tutti i miei allievi, che come me hanno fatto della cultura fisica un costume di vita…il migliore !
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