DE LO MOTO PERPETUO

Ci sono cose che ti appaion nove e cose che ti dan l'idea di averle già vissute,
ma che impressione è mai questa, giochi della mente o realtà che si ripete ?





E su via, diciamolo, non c'è bisogno di alzare il gomito per trovarci nell'incomodo di rimanere perplessi: 'Ma quando ci sono stato', 'ma quando l'ho già fatto'. La mente a volte ti combina proprio uno bello scherzo, perché altro non sono che frammenti di memoria depositate da qualche parte del cervello, vieppiù raccolte in modo frammentario, sensorio ed emotivo, o in altro vario modo, a dar luogo così a quel che vien chiamato semplicemente dejà-vu. Questo, la branca della scienza che studia il cervello, lo ha già verificato, tutti d'accordo, pace fatta e morta lì. Ma io non sto parlando di quello, ma di quella esperienza vera, che nel vero si ripete e che ti fa stare come un fesso, 'Ma com'è mai possibile', a riconoscerne i particolari, ad averne un'incredibile familiarità, tanto che nella movenza e in tutto ciò che fai, le cose avvengono da sole, non hai bisogno di far fatica; il gesto è consueto e tu con aria tonta: 'Qui ci son già stato, questo io l'ho già fatto'; e questo non è un problema di dejà-vu, ma qualcosa che avverti e che lì per lì non sai spiegarti, perché la cosa non è poi così nel vago, ma corrisponde a quel moto rotatorio ch'io chiamo così 'PERPETUO'. L'osservazione vorrei porla di conseguenza in altro modo, perché la cosa se la presento sotto il profilo della legge del karma, molti non si ravvedono perché alla fine è solo pregiudizio di non volerci entrare; ma le cose avvengono, stanno lì nella evidenzia, basta solo saper o voler osservare. Ogni azione che siamo chiamati a vivere, ha la sua ragion d'essere; è come se l'accadimento, il fatto o quel che a voi pare, andasse a corrispondere come la preparazione ad un esame, poi avviene la prova, se l'esame è vinto si passerà altrove, se l'esame non terrà il banco, il cerchio si ripete e si ricomincerà de novo; ma attenzione, perché lo novo ha mille possibilità di elaborar le cose, fermo restando il centro del problema che rimane quello. Per farmi capire meglio, mi spiegherò in te 'sto modo; se il mio obiettivo è di andar da Padova a Milano il mio problema sarà quindi arrivare a Milano; il mezzo o il modo sarà mia faccenda, se sceglierò un mulo a Milano ci arriverò malconcio e pur facile che non supererò l'esame, ricomincerò de novo e proverò con un cavallo; sarà del caso più veloce, ma arriverò tracagno e già che mi sentirò il bisogno di riprovar de novo, riproverò in carrozza, arriverò a Milano piuttosto riposato rispetto alle prove del mulo e del cavallo e sarò a Milano ben accetto, posso dire così di aver superato la prova, il che vale a dire pur l'esame. Riepilogando, lo scopo di arrivare a Milano ha la funzione di liberare karma negativo e trasformare così la coscienza; il mezzo che io uso e l'intorno che sperimenterò mi apparirà sotto altri occhi, ma alla fine è sempre quello. Quando entriamo in azione formiamo così un cerchio; se nel far la circonferenza troveremo in noi difficoltà, 'se il cerchio si chiuderà male' dovremo ripetere de novo; la fatica del fare per essere dipenderà solamente da noi. Più bassa è la coscienza più sarà faticoso eseguire la circonferenza; il moto si ripete infinite volte, a rompere l'incantesimo sarà solo l'armonia, il che vuol dire che avrai trovato il modo, per dirla con le parole del Maestro Buddha: "La fatica è solo per tua ignoranza". Come vedi non puoi scappar via dalle cose; il moto perpetuo in fin dei conti è solo affar tuo, il che vuol dire non dare forza alla tua Ombra, ma cibo alla tua coscienza, censurare l'ego a dar bellezza e armonia alle tue azioni; avrai trovato il modo di uscire dal ripetitivo, rompendo l'incantesimo, per librarti nell'aria finalmente libero, almeno da quella situazione, per ricominciar de novo e ricominciare una nuova situazione, perché fin che avrai karma e sarai in vita son così che van le cose.


OGNI BENE



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