DE LA PAROLA

C'è chi parla troppo e chi non parla affatto, l'ideale sarebbe allora imparare a regolare il rubinetto




La parola è far sentire al mondo che ci sei e fin da piccolo con i tuoi assordanti gorgoglii, perché quello era il linguaggio che tu esprimevi in tal modo i tuoi voleri, poi crescendo hai imparato l'uso della parola e son cominciati così i primi guai. Perché ?

Contavano più le tue azioni rispetto a quel che avevi da dire, potevi dire soltanto in parte ciò che pensavi.
Hai così conosciuto la chiusa delle tue parole, perché la parte più vera di te stesso rimaneva al tuo interno.
Di tutto quello che avevi da dire eri ascoltato dagli adulti solo per quello che suonava di più a loro.
Di tutto quello che dicevi doveva essere verità, quando i grandi interpretavano a modo loro la tua realtà.
Di tutto quello che dicevi era però in funzione del potere altrui; hai così modellato il tuo linguaggio perché ciò che dicevi poteva essere un'arma a doppio taglio, meglio tacere che parlare. E così dal tuo parlare mostravi per conseguenza l'orientamento nel diventare un introvertito od un extravertito. E così crescendo hai dovuto imparare a parlare per la seconda volta. Parlare è dare forma alle immagini, darne il calore, il suono, la profondità, la rotondità e la bellezza.
Parlare è dipingere la parola, dare al pensiero il potere di incidere sulla realtà.
Parlare è dire al mondo che ci sei, parlare di conseguenza significa anche sapere ascoltare, creare l'eloquio perché nella parola e nell'ascolto vi sia lo scambio. La parola è vita, la parola è amore, la parola è il suono della vita, fai che questo non abbia mai ad esserne il contrario.


OGNI BENE



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