E' certo che prima o poi ci si arriva. Il calo degli ormoni, di come son arrivati con tutta la loro esuberanza così con fisiologica scadenza, dare così il via al processo della terza o quarta importante fase della vita. Ed è quindi giusto fermarsi un attimo a riflettere e meditare cosa voglia dire sul piano fisico e psicologico di quel che verrà a mutare e quali nuovi complessi meccanismi che verranno in toto e di conseguenza in fatto a mutare il proseguo della vita. Come in tutte le cose che si conviene, i conti arrivano, di quel che si è fatto è fatto; di quel che si è avuto si è avuto. Ma in realtà non è così il bilancio della summa perché siffatto non è la fine di un bilancio né tantomeno la chiusura di bottega. La cosa in realtà è molto più complessa perché nella apparente o vera decadenza vi è la più complessa e intrigante (se avviene nella più profonda consapevolezza) la più importante riarmonizzazione del vero 'Io'; cioè appunto quello della grande maturità e della saggezza; ed è di conseguenza un periodo straordinariamente importante, che se però non vissuto nella 'vertude e canoscenza' come si accennava in precedenza, può risultare nel suo contrario, vale a dire un periodo opaco, di smarrimento e di melanconia, come a dire: 'tanto ormai è inutile, val quel che sia'. Chi lo vive più nel disagio, l'uomo o la donna ? Se il problema o il cambiamento lo si viene a comprendere nella sua essenza, fino in fondo e nella piena consapevolezza, potremo parlare di evento straordinario, altrimenti si parlerà di calvario e abbattimento.
Vediamo allora di analizzare, comprendere alcuni significativi aspetti. Parleremo prima di 'Lui', non per questo per mancanza di cavalleria ma semplicemente perché, per la verità, per la donna la cosa è un po' più variegata e più complessa.
Di 'lui' parleremo allora di "ANDROPAUSA", il che sta a significare un lento progressivo rallentamento del desiderio sessuale, il che sembra risultare un arco di dieci anni che va più o meno dai 45 o 55 anni. Poi la questione si farà molto più lenta, ma non vuol dire la sua totale sonnolenza.
Questo è il decennio che l'uomo sembra voler fare il bilancio della propria esistenza, entrando anche per questo, se non motivato da quel che per 'lui' può essere stimolante nella cosiddetta depressione del cinquantenne. Il cambiamento di umore, i capelli grigi o radi; l'ipertrofia prostatica, la grande e desolante segnaletica che i conti vanno in rosso e mai più per questo in abbondanza. Per alcuni si può anche parlare del fascino del cinquantenne, per ripescare la freschezza degli anni eccolo in Harley Davidson, giubbetto in pelle e la fanciulla ben accetta. Chi si butta magari in qualche nuova impresa; chi va in chiesa e chi ti cade nella via buia e tenebrosa.
La cosa peggiore che vi possa essere è l'abbattimento, l'attesa di andare in pensione impreparati perché il lavoro per molti aiuta; disincantarsi dalla vita e non portare nulla, non risvegliare il Bambino Magico che vi è in ciascuno è perdere l'opportunità di portare nuova linfa, lasciarsi andare è come dare alla Morte il bene accetto.
Il contributo che la donna paga è assai più alto rispetto all'uomo perché le ondate di calore, le sudorazioni improvvise non bastano a ripagare del mancato e improvviso mestruo.
Spesso e volentieri ne paga il tagliando il compagno, perché per una sorta del distacco dal 'noi' e alla ricerca del nuovo 'Io' scatta una sorta di disinteresse; il marito o il compagno appare noioso, fastidioso e puranco ingombrante e se vuole fare sesso vada pure da un'altra parte, anzi no, si castri pure lui. Ben diverso se invece si aprirà ai nipoti, a qualche attività umanitaria e qualche volta imprenditoriale.
Insomma per tirarla in breve, ognuno si dia da fare per riempire la vita, perché fin che c'è vita c'è pure speranza, ma s'ha da fare per questo nel modo migliore; per dirla alla Dante."Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai nella selva oscura", il che val dire della summa. Ognuno si faccia perciò il bilancio di quanto sia meglio accrescerlo che piuttosto al rovinoso perdersi.
E PER COLORO CHE SONO IN COPPIA CHE SUCCEDE ?
Il 'NOI' costruito in precedenza tende a sciogliersi, a rimpostarsi e di conseguenza scatta un meccanismo di allontanamento, lei verso di lui, lui verso di lei; come un volersi riapproppiare dell'Io iniziale precedente alla formazione della coppia, per rigettarsi nuovamente verso la formazione di un nuovo 'Noi'. E' in questo periodo di riassesto che i battibecchi quasi alla nausea uno verso l'altro che il periodo si fa complesso ed estremamente delicato; nasce l'esigenza dello stare assieme in libertà, insieme ma con una nuova autonomia. Se la coppia ha la maturità per farlo ne comprende le esigenze, potrà formarsi un nuovo 'Noi' più armonico, meno pressante uno verso l'altro, ma non per questo di grande intesa. Se il complesso e difficile passaggio non viene compreso, l'allontanamento uno verso l'altro può risultare rovinoso per la coppia. Una maggiore attenzione, una nuova e riadattata maturità può dare invece alla reimpostata coppia e cioè al nuovo 'Noi', un'armonica condivisione e complicità, dando nuova linfa e un nuovo impulso dello stare felici assieme, sostenendosi l'un l'altro nel proseguo e nel cammino del conteggio della vita.
OGNI BENE


Articoli, poesie e quantunque altro per sanar l'anima e rallegrar lo spirito almeno una volta per settimana. Clicca semplicemente con il M° Mario Cecchinato |

