SEMPLICI RIFLESSIONI

Tavola trentacinquesima


DOMANDA FINALE
Che ti piaccia o no
ma innanzi alla morte ti dovrai
piegare, questo che tu sia
credente oppure no

E questo quando è fisiologico,
pensa un po' quando essa
avviene per tutte le bordate
negative: malattie, incidenti,
omicidi, carestie, guerre

Assistere alla morte, che tu abbia
fede oppure no è sempre un
atto tormentoso e agghiacciante;
per questo innanzi alla morte
l'uomo si dovrebbe fermare

L'animale non sa cos'è la morte,
avverte il pericolo prima ancora
dell'uomo, ma l'uomo sa che
prima o poi con il fine ultimo,
in un modo o nell'altro ci
avrà a che fare

Perché l'uomo ha da portarsi
dietro questo terribile fardello
della consapevolezza della
morte ?

Perché l'uomo ha anche il compito
di chiedersi cosa è la vita e
inevitabilmente cosa vi è nel dopo

E qui la puoi pensare come vuoi,
non sei obbligato a credere ma a
pensare, questo sì !

Da un punto di vista scientifico
si dice che la natura non ha un
senso finalistico e l'uomo fa
parte della natura

Se la natura arriva ad un così
alto grado specialistico come
vi è da chiedersi, perché la natura
porta l'uomo ad un così
tormentoso dilemma ?

E qui cade l'asino, se la natura
per evoluzione ha dato all'uomo
questa consapevolezza vuol
dire che una ragione c'è,
una ragione v'ha pur da essere

Più avanti potrai leggere il mio
pensiero, se tu vuoi la mia
esperienza; essa è il frutto di
una faticosa, a volte anche
dolorosa ma anche, acconsentimi
di dire, fascinosa ricerca di cui una
parte l'ho cercata e una parte è
venuta da sé

Leggimi se vorrai, e non ti chiedo
neppure di condividere la mia
esperienza o il mio pensiero,
ti chiedo semplicemente di
riflettere e meditare, poi fai pure
la conclusione che vorrai

Ma se lo farai, ti chiedo solo di
farlo da uomo libero, fuori dagli
schemi e dai pregiudizi,
con animo sincero e da spirito libero

Non posso esprimermi di certo con
le parole del Professor
Vittorino Andreoli: "Nel mio percorso
Dio io non l'ho mai incontrato"

In questo senso neppure io,
Prof. Andreoli ho incontrato
Dio e tanto meno ho potuto
stringergli la mano come ho fatto
con lei nel lontano 1992,
esprimendole tutta la simpatia
e l'ammirazione per tutto il suo
operato

Forse sono stato semplicemente
un po' più fortunato.
Se non ho incontrato Dio come
lei dice, ne ho colto l'essenza
e ne ho capito le leggi,
le leggi di Dio, chiamiamole
'leggi della vita', passo per passo,
mm per mm si sono dischiuse,
come il piede poggia a terra
e la strada si consuma, così io
le ho vissute, nei fatti e cose
della vita e che con i prossimi
articoli descriverò in dettaglio,
senza naturalmente alcuna
pretesa ma è il mio vissuto,
la mia storia, il libro della
mia vita

Se qualcuno si riconoscerà,
avrò fatto un passo in più
con la mia ricerca, con la mia
esperienza, ma tutto sommato
credo di non aver scoperto
alla fine nulla, di non aver
inventato niente, la Verità come
sempre sta dietro l'angolo da
chissà quanto tempo e per
migliaia di persone prima di me

Forse la fortuna è nel cammino
e nel percorso, chissà mai un
giorno, Prof Andreoli…,
ora che non fa più lo psichiatra,
come uomo possa mai dire:
'anche i matti hanno un'anima'
perché come l'occhio vede
così l'orecchio ascolta
in egual misura
la coscienza si illumini

Lei converrà con me che
nessun animale ha una coscienza.
Lei si tormenta per darsi una
risposta, nessun animale
dopo l'uomo può fare questo

Su coraggio Prof. Andreoli
capovolga tutta la sua straordinaria
esperienza, Lei che ha avuto
coraggio, intelligenza, rispetto,
carità, amore, responsabilità,
perché ha fatto tanto ?

Non credo per pietà,
non è da Lei,
per misericordia ?
Anche, ma ne sono certo
perché nel Suo profondo
Lei ha saputo ascoltare
la Sua coscienza e
su questo punto
mi vorrei fermare



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