Kant andava a dì i limiti della
mente, oltre a questo il resto
è fantasia
Io dico che ha ragione,
nel fantastico io mi perdo
e mi ritrovo, mi ritrovo
e poi mi perdo.
E c'è stato pure un tempo
che sono entrato in quell'area
del cervello, deputato al SACRO,
sono stato folle ?
Bè, allora io mi rallegro,
ma non mi piango, perché di quel
che ho imparato ne ho fatto un
vissuto. Ah! Dimenticavo,
pur guardando nell'alto, sono rimasto
ben saldo con i piedi a terra,
vuoi che sia follia vera ?
E non mi sono imprigionato
neppure nell'iconografico,
vieppiù mi sono arricchito
di sensazioni, percezioni,
stati d'animo per definirli
nella povertà della parola
sublimi
Ma mi scusi ancora Signor Kant,
lei ha dimenticato il Signor INCONSCIO,
che da quell'Eretico ch'io sono vado a dire
come da fanciullo ed oggi nel fanciullesco,
che si trova tra il 3° e 4° Chakra
(leggi se vuoi: DE LI CHAKRA),
bè, io attingo pur da quello e se la mente
ha i suoi limiti, il Signor INCONSCIO
non segue questa regola, perché come aveva
a dì Ermete Trismegisto, per questo il
tre volte grande, 'come in alto così in basso',
perché là, nel luogo del Sacro e nella Magnifica
Follia io mi perdo e mi lusingo e nel
sondaggio e nel profondo attingo
nell'ordunque
'l'INESAURIBILE',
giorno per giorno bussando alla sua
porta nel rispetto ancor più l'inconscio
mi fa dono, di quel che dico e quanto scrivo
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