REINCARNAZIONE, questo è quanto si può leggere nel dizionario della lingua italiana Il Piccolo Palazzi del gruppo editoriale Fabbri: "In alcune dottrine religiose, il trasmigrare dell'anima dopo la morte, in altri corpi, fino alla liberazione finale". Ancor più semplicemente nel dizionario 'Devoto Oli Casa editrice Le Monnier': "In alcune dottrine religiose, l'assunzione di un'altra vita corporea, dopo la morte". Mentre nella 'Nuova Enciclopedia Universale' Casa editrice Minerva, si andrà a leggere quanto segue: "Reincarnazione (o metempsicosi), dottrina filosofico-religiosa per cui l'anima, morto il corpo, si reincarna in un altro corpo, che può essere di uomo o di animale. La R. è alla base della teoria della trasmigrazione delle anime, cioè di R. successive. Accettata da varie religioni orientali, la dottrina della Reincarnazione è invece condannata dalla Chiesa Cattolica".
Stando così le cose da quanto fin qui esposto, possiamo credo, ricavarne una lettura piuttosto semplicistica e una interpretazione ancor più grossolana rispetto alla complessità che invece richiede l'argomento sulla Reincarnazione. Ed è poi alla fine quanto ne sa o come interpreta l'opinione della gente più comune da un sondaggio da me personalmente condotto verso gli anni '90 su un campione di mille unità, anche se poi in verità se da una parte si nota l'ignoranza più totale, dall'altra crescervi via via maggior interesse e ancor più condivisione. Questo è quanto avviene nella nostra cultura occidentale per quanto riguarda la dottrina sulla reincarnazione e ciò perché il credente o presunto tale, più che affrontarla come materia di studio e di ricerca, si basa esclusivamente su leggi diverse quali tra l'essere cattivi e l'essere buoni con la morte del corpo l'anima sarà così destinata all'inferno tra fuoco e fiamme (mi domando in che modo l'anima che è essenza, bruci tra fuoco e fiamme che è materia e come di conseguenza avvenga l'eterna combustione), al purgatorio (anche se come il limbo tali luoghi oggi, par non essere più di moda) e al tanto sospirato paradiso, luogo di bellezza e beatitudine (e perché non rimanervi lì poi, mi chiedo), ma che alla fine dei tempi si compierà il tutto con la resurrezione, dove l'anima, sia dei condannati che dei beati potrà riappropriarsi di quell'unico corpo avuto in dono dalla vita, cremato o non cremato o devastato da vermi che sia, ma destinato e ricomposto a vita eterna. Mi chiedo, e qui vorrei farlo con il candore e l'innocenza di un bambino: 'Ma a che età avverrà la ripresa di questo corpo, quello carico di ormoni o quello sfinito dagli anni ? E se la vita sarà poi così eterna, ci sarà ancora la sessualità come strumento di riproduzione ? E Madre Terra soffrirà ancora di terremoti e cataclismi, il corpo sarà invincibile ? E se in questa vita io fossi stato cerebroleso, come di conseguenza godere dell'eternità ? E se fossi stato omosessuale, condannato in vita da Madre Chiesa, dopo cosa accadrà e per l'eternità ? E chi farà il netturbino e a chi andrà la Fiat, ci sarà ancora la Ferrari, il chirurgo esteta e i campi di grano ?'.
Mi accorgo che mi sto facendo troppe domande e forse un po' di confusione; mi verrebbe di spegnere la luce e andarmene a dormire (visto che sono già le tre del mattino). Proseguendo con la ricerca e andando perciò a sbirciare un po' di qua e un po' di là, leggo sul libro del Dottor Giancarlo Rosati 'Edizioni Milesi' quanto segue: 'Possiamo soltanto dire che anche noi cristiani per 500 anni abbiamo creduto e sostenuto la dottrina del Karma e della Reincarnazione e che per un errore storico, i 'custodi della verità' si sono trovati a trasformare la reincarnazione in resurrezione' (mi sia qui consentito di ringraziare intellettualmente il dottor Rosati che ho avuto modo di conoscere personalmente, per la sua grande energia e la grande capacità provocatoria e che per questo aiuta e spinge alla ricerca, grazie Dottor Rosati). Passando poi a leggere invece ciò che dice il Dottor Armando Pavese 'Ediz. Piemme': 'I credenti nella reincarnazione in nove paesi dell'Europa Occidentale sono il 21%. E' consequenziale a questa credenza che, da parte di queste persone, si sia tentato di interpretare anche l'Antico e il Nuovo Testamento in chiave reincarnazionistica. Un tentativo di cercare nelle Sacre Scritture una prova a favore della reincarnazione è però fallito'. Anche in questo caso desidero porre il mio grazie e la mia gratitudine al Dottor A.Pavese per la chiarezza e la grande capacità di analisi in tutti i suoi libri e che per questo aiuta e stimola il ricercatore. Grazie comunque Dottor Pavese, anche se la mia ricerca e di conseguenza le risposte sono diverse.
Nei tempi e nella storia di ieri e di oggi molti i personaggi che in un modo o nell'altro si sono espressi sostenitori della dottrina sulla reincarnazione e ardua ne risulterebbe l'impresa di elencarne tutti i nomi; citarne alcuni lo trovo però di dovere, magari in ordine sparso e senza ragione alcuna, con il perdono degli esclusi per ragioni che loro capiranno.
Ed essi sono: Giustino Martire, San Clemente Alessandrino, Origene, San Girolamo, Sant'Agostino, Sinesio, Jacob Boehme, William Law, Georg Foot Moore, Cardinal Mercier, Ibn'Arabì, Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, Orfeo, Pitagora, Eraclito, Platone, Aristotele, Apollonio di Tiana, Plutarco, Plotino, Giulio Cesare, Cicerone, Virgilio, Apuleio, Michelangelo, Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Giuseppe Mazzini, Salvador Dalì, Bertrand Russell, William Shakespeare, John Milton, George Eliot, Oscar Wilde, George Bernard Shaw, Sir Arthur Conan Doyle, Federico il Grande, Immanuel Kant, J.W. von Goethe, G.W.F.Hegel, Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Rudolf Steiner, Voltaire, Napoleone Bonaparte, Honorè de Balzac, Victor Hugo, Gustave Flaubert, Fedor Dostoevskij, Tolstoj, Anton P. Cechov, Boris L.Pasternak, Benjamin Franklin, Edgar Allan Poe, Mark Twain, Jack London, Henry Ford, Harry Houdini, Edgar Cayce, Camille Flammarion, Thomas Edison, Albert Einstein, Erich Fromm, Carl Gustav Jung.
Credo che a questo punto ci si possa anche porre la domanda se esista una prova scientifica sulla Reincarnazione.
Il metodo fin qui usato e ritenuto scientifico è la tecnica della regressione ipnotica. Sentiamo a tale proposito cosa dice il Dottor G.Rosati:
D: Quanto c'è di vero e quanto di falso nei racconti fatti in regressione ipnotica ?
R: Difficile dirlo. Quello che possiamo affermare lo abbiamo già affermato. Non avendo prove concrete a disposizione possiamo credere o non credere in rapporto all'esperienza che ciascuno di noi ha fatto o farà.
Il dubbio che la reincarnazione sia soltanto un mito rimane, ciascuno di noi dovrà sperimentare di persona i limiti del proprio Io proiettato nel tempo.
Sentiamo invece quanto dice il Dottor A.Pavese: "La rivelazione di cosiddette vite anteriori nel corso dell'ipnosi è solo un fenomeno di autosuggestione del soggetto ipnotizzato che ha recepito le intenzioni dell''ipnotizzatore per una delle molteplici vie della comunicazione sensoriale o non sensoriale. Anche se l'ipnotizzatore avesse nascosto le proprie intenzioni al soggetto ipnotizzato, il semplice ordine di regredire per cercare vite anteriori scatena nel soggetto la creatività inconscia e, per una spiegabile interazione fra personalità, in cui l'ipnotizzato assuma il ruolo 'duttile', si avvera la creazione fantastica delle vite precedenti".
Non avendo quindi una prova definitiva o quel che si dice una prova scientifica sulla reincarnazione possiamo affermare che di conseguenza sia solo una scuola di pensiero ? Sentiamo allora a tal proposito cosa dice lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung: "Fino a quando l'anima non ha raggiunto un certo stadio di comprensione essa può desiderare di nascere di nuovo e quindi assumere forma umana allo scopo di rientrare nello spazio tridimensionale". Jung, in altre parole, dimostra di credere nella sopravvivenza dell'anima e nel ciclo delle rinascite, pur non dimostrando per questo nessuna prova scientifica. La mia personale risposta sulla prova scientifica della reincarnazione è che la verità esiste da qualche parte, anche se frammentata e in varie salse e che la verità non può essere posseduta ma vieppiù semplicemente percepita e sperimentata. L'esperienza di ognuno è qualcosa di sottile ed irripetibile, che alla fine va al di là di ogni tecnica e di qualsiasi prova cosiddetta scientifica; quando il segnale arriva è la nostra coscienza ad essere illuminata, è lì in quel momento che trascendo la materia e ne vinco la ragione che 'incontro' nel sottile il mistero della vita. Comunque sia, nel corso della nostra vita, molti di noi conoscono la trascendenza. Facciamo esperienza di fatti strani e misteriosi, fatti molto più grandi di noi. In questo senso il bambino conosce più dell'adulto: poiché il bambino è spirito, è l'essenza non ancora pienamente accolta e fusa nella vita concreta. Se ponessimo più attenzione ai nostri figli, ai loro modi, sogni, giochi e comportamenti, prima che la logica sia padrona, allora di cose strane ne vedremo, ma che alla fine cose strane poi non sono; in loro è pur vero ciò che fanno, siamo noi adulti che cadiamo nell'inganno, eppure ciò avviene, poniamo solo un po' lo sguardo, qualcosa di straordinario scopriremo.
Proseguiamo. Correva l'anno 1960, ero un ragazzino di 15 anni; un amico con in mano un settimanale raggiungendo il gruppo esclamò: "Sentite qua 'sta roba". L'argomento trattava la reincarnazione, io allora non dissi nulla ma nella mia mente pensai: 'E' così, è così, non può essere diversamente', e la cosa apparentemente si chiuse lì, ma che risulterà poi la realtà di un continuo percorso di ricerca e che a tutt'oggi non ha timore di fermarsi.
Nel 1987 mese di dicembre, vengo a conoscere un avvocato di Roma, Cesare de Bartolomei, grande cultore di scienze esoteriche, allievo di Baba Bedy (padre di Kabir Bedy) che con la sua venuta in Italia si era impegnato all'insegnamento della filosofia Acquariana.
Ascolto Cesare a Padova in una sua conferenza proprio sulla Reincarnazione, decido così un incontro che avverrà a Castiglione del Lago e precisamente a Porto, nella sua magnifica residenza estiva che è Monteluce.
Non vi è stata ipnosi, non vi è stata regressione e nel silenzio della sera, accompagnato dallo stridìo di una chitarra e senza nessuna richiesta, in medianità Cesare, come in uno stato di 'grazia', estrapola la mia seconda reincarnazione. E' stato senza alcun dubbio una grande emozione, una grande esperienza, grazie Cesare.
Nel 1988 mese di gennaio, partecipo ad un seminario condotto a Padova da Manuela Pompas, grande sostenitrice della reincarnazione e della 'Terapia R' da lei formulata e a cui dedica molto del suo tempo.
Definirei l'esperienza come una piacevole giornata e altresì stima e simpatia per questa dolcissima persona, grazie Manuela. Vediamo allora oggi come io desidero per rispettare l'interpretazione dell'articolo, come frutto di un faticoso e lungo percorso intriso di insidie, ma anche di 'GRANDI RISPOSTE', fascino, bellezza ed armonia; affrontare l'argomento sulla Reincarnazione, bè anch'io ci provo e ti dico la mia.
Quello che ci dobbiamo chiedere per prima cosa è se crediamo o meno all'esistenza di Dio; a me l'idea che la vita sia solamente il frutto di una grande brodaglia cosmica, dove tutto sia lasciato alla accidentalità, la cosa sinceramente mi sembra assai improbabile e lo dicevo proprio con quel grande amico, pure allievo che è il Dott. Fabio Ragno che con il suo libro 'Miti della storia', ha anche per questo tante cose pure lui da dire. Grazie Fabio.
Preferisco piuttosto pensare che vi sia un Dio che nel creare i propri figli abbia progettato un percorso in un misterioso viaggio, di cui questa vita ne è solo un frammento. Mi piace anche pensare che il senso sia l'esperienza e lo sviluppo di quel grande dono che è la coscienza (ch'io amo definire meglio SPIRITO COSCIENZA).
All'origine ogni spirito che è Coscienza originaria sarà così contraddistinto da un codice che sarà unico ed irripetibile, come per ogni forma, le impronte digitali anch'esse uniche ed irripetibili e per ogni vita.
Lo Spirito Coscienza originario ma grossolano inizierà così il suo lungo e faticoso viaggio.
Non riesco a concepire nel modo più assoluto un Dio Padre accusatore e punitivo e neppure perdonista (perché altrimenti non potrebbe essere un Dio Padre), ma ognuno che sperimenterà attraverso la legge di causa-effetto la propria esperienza evolutiva.
Con la morte della forma (la cui tale è il prodotto del karma), avendo esaurito quella specifica esperienza, lo spirito che è coscienza transiterà in una particolare dimensione ('dimensione di coscienza'), dove essendosi liberato dalla prigionia dell'Io, se sarà illuminata avvertirà il bisogno di salire in un percorso dove incontrerà altri sei livelli evolutivi, con forme e modi di vita inimmaginabili per la mente razionale, prima di poter accedere nella casa di Dio Padre; mentre invece la coscienza non liberata ma in debito karmico sentirà la necessità della discesa in una nuova incarnazione. In questo transito, ogni coscienza, in base al traguardo così ottenuto avrà modo di scegliere la forma e di conseguenza la scelta dei genitori e di quel padre e di quella madre per venire al mondo; uomo o donna, bianco o nero, rosso o giallo, essere ricco o povero, cattolico o musulmano, buddhista o induista oppure ateo o agnostico, non è questo il problema; ma tutto ciò non avrà nulla a che fare con il concetto umano di privilegio, ma bensì lo scopo ben più alto, che non appartiene alla nostra razionalità, ma unicamente legata al bisogno dello sviluppo della spiritualità ovvero la coscientizzazione dello Spirito Coscienza.
"ALLORA TUTTO E' POSSIBILE anche se apparentemente INSPIEGABILE".
La reincarnazione non è poi così un passaggio diretto; muore Mario e rinasco in Maria ma nel rinascere Maria, Maria sarà il frutto di una combinazione di frammenti della vita di Mario e di altre vite precedenti che si uniranno per una combinazione enpatica ed alchemica, atta però allo stesso principio che è appunto l'evoluzione dello Spirito Coscienza.
E questo, potremmo con un minimo di attenzione, osservarlo nel corso della vita di ciascuno, di come pur avendo lo stesso nome, pur avendo lo stesso corpo, fatti ed accadimenti frammentarsi ed unirsi come un collage e questo è dovuto sia alla scelta di quella forma (quindi non solo il frutto genetico che verrà dopo con la nascita e che a volte lo si nota palesemente), ma anche dopo dalla scelta karmica che di conseguenza non essere uguale per tutti; avremo così un percorso, con karma unico e diretto (l'esempio del cerebroleso) un karma frammentario, un karma semplice e lineare (questo perché vi è rimasto poco debito e avremo delle morti cosiddette premature), un karma assai tortuoso e così via, il tutto poi dettato dall'ulteriore scelta della VIA e che sono quattro e che ci condizioneranno in ogni dove, perché rimanervi ben inseriti non è cosa semplice (Karma e le Vie saranno il frutto dei prossimi articoli).
Questo volteggiare di esperienze ha in sé almeno se vogliamo, un aspetto che potremo dire anche logico per la mente e per la sorte della vita. Ho ben presente il ricordo di quell'esperienza che a cinque anni i miei compagni, per gioco, lanciavano i sassi dal cavalcavia e rimanendone pietrificato mi chiedevo: "Ma come possono farlo, possibile che non capiscano che può essere pericoloso e che questo può far male !". In costoro, mi dispiace assai dirlo, non c'era allora alcun avvertimento in ciò che stavano facendo (Dio, perdona loro perché non sanno quello che fanno) ma essendo più grandi e più forti di me, non potei così intervenire se non per essere allontanato dal capo con il termine di vigliacco. E così già per quella età vivere le mie prime grandi perplessità e il bisogno di capire per trovarmi poi più avanti con gli anni a consolare, nel dare loro una risposta a tutte quelle mamme e sono tante, per la perdita dei figli per essere stati miei allievi, scomparsi così, a quella giovane età.
E che dire poi per tutta quella ingiustizia che vi è nel mondo, come dare e darci una risposta ? Dio non si è nascosto ma sono le Sue Leggi che sono in evidenza, il genoflesso che chiede e non comprende, rimarrà deluso dalle cose; a noi il percorso della vita che può sembrare bella o essere assai brutta, ma che in fede mia, per il mistero che trascende è ben degna di essere vissuta.
Tutto ciò che fin qui ho scritto, posso dire che: "IO L'HO SPERIMENTATO", tanto ne ho raccolto-vissuto-meditato.
L'aspetto che mi ha più affascinato è che tutto ciò che io dico, l'ho sentito pure altrove, nel moderno e nell'antico, ognuno nel suo modo, ognuno con le sue parole, ognuno con le sue esperienze, ognuno con il suo stupore; di tutto questo qualcosa allora di pur vero ci dovrà pur essere.
Questo mio articolo vuole essere semplicemente una esperienza, la mia, senza pretesa di forzature o di covincimento alcuno, il mio desiderio è più verso l'informare che a crear proseliti, fermarsi un'attimo a riflettere e ragionare e financo ancor di meno ferire e indignar gniuno e ancor meno ferire e indignar nessuno, ma solo per non deludere Voltaire alle parole sue cui dice: "Non condivido una parola di quello che dici, ma mi batterò affinchè tu possa farlo", e a mia madre che sempre mi diceva: "Non sol di pane è questa vita"; vorrei così far felice pure Ulisse che per bocca di Dante disse: "Fatti voi non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza".
Per questo mio ardire chiedo perdono a Dio per aver osato leggerVi e a tutti coloro che per tanta veemenza, anche se per un solo istante, possa aver ferito la loro fede e conoscenza; chiedo così perdono ai perdenti e ai vincitori, ai perbenisti e ai dittatori, ai moralisti e ai sapientoni, ai belli e meno belli, agli accademici e ai gran burloni, perché la scienza sia sempre illuminata e non inquinata dal potere, perché il potere pensando di far giustizia dia così la morte, perché l'energia del politico non sia solo per la poltrona, per Gesù mio Maestro per la sua magnificenza non sia così ascoltato a sufficienza; agli interessi di ognuno, per il dono della Sindone che Leonardo ha fatto all'umanità; perché l'ateo possa dire con le parole di Giordano Bruno: 'Dio, se vuoi', ma puranco perché il velo della cecità si apra così alla luce; ai figli di non perdere mai e poi mai la speranza; alle mogli mai contente e ai mariti bellicosi; a quell'amico d'infanzia per averlo bastonato per quella circostanza; per diventar bambino nello scrivere a volte più con il cuore che con la mente; a quel collega per essermi caricato d'ira e di arroganza; a S.Antonio per essere il mio Santo e a San Leopoldo per essere accanto alla mia dimora lì sepolto; chiedo perdono al mondo intero e nell'uscir fuori di scena per questo amore ch'io ho per la ricerca, lasciate allora ch'io mi perda nel profondo e nell'alchemico mistero; chiedo perdono pure a Jung per non aver conversato con Filemone, per aver avuto invece la pretesa di bussare alla porta del mio Sé.
CON INFINITO AMORE
Credo possa essere utile ch'io venga a confessar delle mie reincarnazioni, di quelle che nei frammenti si sono combinate per empatio-alchemico, dando così luogo alla formazione della mia personalità, con i vari Io che si sono susseguiti nel procedersi dei fatti e agli accadimenti nel corso della mia vita.
20 anni di profonda analisi e attenta osservazione mi porta a dire che i frammenti delle vite precedenti che si compongono per empatio-alchemico, in una vita non sono mai più di sei o sette.
Nel mio caso specifico a tutt'oggi sono le seguenti.
Ha inciso così quella del:
YOGI INDIANO - 1500 - (Riscontrabile con lo studio delle discipline yogiche e le filosofie indiane)
GUERRIERO MONGOLO - 1600 - (Riscontrabile per la passione del culturismo e l'apertura delle due palestre Spartan 1 e Spartan 2)
ALCHIMISTA OLANDESE - 1700 - Medianità (Santa Alleanza in quel tempo io sono stato e la Santa Alleanza ho così formato, per aver la libertà di esprimere il mio pensiero nella essenza delle cose e alla verità che porta a Dio. Ero così alchimista per natura e obbedienza vera in quella vita, il segnale su cose ch'io dovevo appurare, sperimentare, comprendere, affermare.
FRATE DOMENICANO - 1800 - Irruente nel fisico e nella parola perché la Verità nello Spirito, gridava fin troppo il sopravvento e de lo pianto di come le cose erano ne le vertude e canoscenza di quel tempo ma stomacato dall'arroganza, da l'ignoranza e dalla superstizione e dal potere dominante e forzato dalla presunta fede
UFFICIALE MEDICO - 1900 - Capitano dell'Esercito Italiano, morto in guerra durante la 1°- Guerra Mondiale all'età di 33 anni
1945 - 9 febbraio ore 14 - Nasce Mario, oggi guaritore esoterico, che nell'alchemico rappresenta la somma frammentaria di tutte le vite precedenti fin qui esposte e puranco l'insieme di esperienze e accadimenti nel variegato percorso di questa vita, per spingere di un passo la mia coscienza verso una maggiore evoluzione. Alla mia morte se avrò pareggiato i conti salirò così in una dimensione superiore; se mi rimarrà del debito scenderò a riprendermi un'altra forma che stabilirò nella dimensione lokas, una specie di corsia d'attesa dove non vi è nessun giudice, ma la coscienza liberata dall'Io della forma dove essa stessa ha capacità di giudizio e di conseguenza capacità di scelta.
Questa è fin qui la mia storia; questo è quantunque io ho vissuto e vivo. Se la mia narrazione, la mia esperienza avrà contribuito e porterà sollievo alla comprensione del Mistero, questo ripagherà senza pretesa alcuna la mia umile fatica.
OGNI BENE
FOTO SOPRA - L'esempio di una personalità di grande intellighenzia, nessuno credo si ponga il problema di affermare il contrario, ma decisamente chiusa nel suo rigido razionale o verosimilmente depauperata di fatti, accadimenti e cose che possa distoglierla per un solo attimo alla ragione.
FOTO SOPRA - L'esempio di una mente di grande intellighenzia aperta al razionale ma anche al gioco intuitivo e creativo.
FOTO SOPRA - La mente (ch'io chiamo voce di verità) di un bambino in coma, qualche istante prima di morire, apre gli occhi e dice al papà: "Non posso vivere così, ma rinascerò".


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