DE LA STRADA NON PRESA

Chi mai può dire faccio veramente quel che voglio o meglio, faccio quel che la vita mi chiede.
In realtà ognuno si dovrebbe rispondere, faccio quello che son portato a fare
quando è il mio karma che me lo chiede.





C'è chi la vita la vive come un fatto lineare, per altri tutto sembra che debba scader di mano, perché ci sono cose che crediamo di capire, altre cose che pensiamo di sapere; a sua volta ci si mette pure l'inconscio a segnalar che pure lui se per questo ha le sue pretese, non parliamo poi del karma, mamma mia, quanto sia difficile capire e interpretare.
A questo punto, chi ha capito tutto, alzi pure la mano.
Quale vita non vissuta è ancora là che aspetta di nascere ?
Un mio caro amico era lì per lì di diventare un grande compositore e un valido musicista, ma se per questo è diventato un grande chirurgo plastico. Un altro con una grossa azienda avuta in dono dal padre, si è messo a fare il fotografo e tira vanti a malapena. Un altro ancora, da rappresentante di piastrelle ha aperto un ristorantino e bisogna far la coda se si vuole entrare; un altro ahimè, medico specializzando in psichiatria deluso di tutto, tira avanti facendo il lavapiatti. Mi fermo qui perché volendo potrei andare avanti per ore. Nella vita noi percorriamo sempre almeno due strade, una che soddisfa le esigenze del reale (sempre che lo sia) e una più sottile, più misteriosofica, magari un po' poetica e fantasiosa, o decisamente al suo contrario potenzialmente vera, perché in quell'angolo più nascosto dell'inconscio vi è racchiusa la gnosi, ciò che potrebbe darci il talento più alchemico, ma che le situazioni avverse non ci consentono di poter sperimentare o quanto meno di poter verificare.
Quante volte mi è successo durante le analisi di scoprire persone con talenti straordinari, ma che non essendone stati incoraggiati e loro stessi timorosi persino di farne cenno, viaggiare nella vita in terza classe, quando potrebbero farlo benissimo nella prima, per la loro felicità più piena e per questo di conseguenza di chi sta loro attorno.
Essere persone realizzate alla fine non è il conto in banca (anche se meglio averli che non averli), ma tolta la maschera in cui ci nascondiamo, dare al mondo quello che noi veramente siamo.

OGNI BENE


N.B. Per coloro che fossero interessati a questo argomento ritengo che potrà essere di sicuro interesse il prossimo articolo di psicologia esoterica: 'Le quattro Vie'.



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