DE LO DRAGO

Se il drago vincerai più paura non avrai. Gli antichi lo facevano, tu che fai ?




E' il 9 febbraio del 1990, esattamente le ore 14, il momento de la mia nascita e di conseguenza del mio 45° compleanno.
Sono steso per consuetudine sul lettino rosso damascato nel mio studio per la mia brevissima ma efficacissima pennichella pomeridiana. Quel giorno anticipai tutto di mezz'ora per accontentar mia moglie e smettere il lavoro almeno alle 20,30, per festeggiar la sera con amici la mia ricorrenza.
Era un periodo di gran lavoro, ma anche di grande studio e approfondimento dei simboli e dell'alchimia, del lor impiego e della loro efficacia in terapia. Stavo così a rilassarmi e a meditare ad occhi chiusi, a destarmi però ci fu un torbido fruscio come proveniente da lontano, mi chiesi: 'Cosa mai sarà ?'. Aprii gli occhi, non l'avessi mai fatto, innanzi a me vi era un DRAGO che occupava, tanto era grande, tutto lo studio. Rimasi dallo spavento di colpo senza respiro, rattrappito e attonito, così le palpebre non si vollero chiudere, dovevo di conseguenza star lì a guardare.
Cercai così, per come potevo, di riprendere la calma, perché quel che l'occhio vede è reale; la mente, lo sapevo fin troppo bene, non sa distinguere il virtuale, quel che vede vede. Era goffo, mastodontico; si muoveva lasciando nella stanza sentire pure il tonfo delle enormi zampe, sia sul tappeto che sul pavimento in legno, e quando respirava, da quei buchi enormi sentivo pure un odore acre misto a zolfo. Mi ricordai così che quel giorno era il mio compleanno e lo mio inconscio mi stava facendo, a suo modo, uno straordinario DONO, la proiezione de lo DRAGO.
Nelle varie culture il DRAGO ha diversificate valenze; può rappresentare il bisogno di vincere il DRAGO per superare gli inferi de lo inconscio e a volte il DRAGO può essere il custode del nostro forziere, la protezione dei nostri simboli depositati nella grotta dell'inconscio; per me è stato così, per quest'ultima versione. Si ritirò la proiezione, salutai così il mio amico DRAGO, mi ricomposi alzandomi pieno di energia; sentivo che nella alchimia de lo inconscio qualcosa di importante era avvenuto. Ero pronto così per il lavoro con rinnovato slancio, non mi caccai sotto ma festeggiai così il mio 45° compleanno. Sapevo ora di avere una marcia in più e che potevo entrare e uscire da lo inconscio senza per questo pagarne il dazio.
Grazie ancora una volta al mio generoso inconscio.

OGNI BENE



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