Per molti sentire parlare de lo vuoto verrà in mente un mancamento, un abbassamento di pressione, una interrotta digestione o un attacco di panico (accumulo esagerato di tensione che nello esplodere, porterà per chi lo vive un quarto d'ora di totale smarrimento) o per commozione cerebrale, o chi in modo patologico della paura de la morte, che solo a nominarla si fa perdere il controllo e cadere così nel vuoto, il vuoto de la paura de la morte.
Tutto quello che ho fin qui detto, non ha però nulla a che vedere con lo vero vuoto, neppure quello ottenuto in meditazione dai monaci tibetani, che di vuoti sembra, siano giunti a sperimentarne sette.
De lo vero vuoto, è un'esperienza che ogni uomo sulla terra ha da vivere perché fa parte del gioco de la vita nello manifestare il karma attraverso l'ingranaggio dell'inconscio.
Per capirmi meglio vi consiglio di leggere l'articolo sulla Reincarnazione e quello sul Karma.
Come spiegavo già in questi precedenti lavori, non dovrà essere confuso lo 'Spirito Coscienza' con la forma, perché lo Spirito originario è contraddistinto dal suo preciso codice, quello è e quello rimane; è la forma che subisce la legge del karma e cambierà in funzione sua, vale a dire che nel dare legge alla nuova forma, altro non sarà che il risultato delle esperienze di altre vite, ma raccolte a frammenti nella nuova forma per un fatto empatico, stabilite dalla legge del karma. Nel percorso dell'evolversi della vita, quindi durante il manifestarsi del karma, l'inconscio avverte i passaggi differenziati da un frammento all'altro delle altre vite raccolte in questa forma, dando luogo in questi passaggi al fenomeno de lo vuoto vero.
Ognuno allora si chieda, quante volte questo vi sarà successo ? Magari eravate al supermercato, nel riprendervi vi sarete chiesti che cosa stavate facendo lì; magari eravate partiti in macchina per andare in un certo luogo e vi accorgete quando siete arrivati che non era quello il luogo predestinato. Magari vi siete trovati con i vostri amici e ad un certo momento uno di loro vi dirà: 'Ehi, dove sei ?'.
Questi sono alcuni esempi per far capire, i piccoli o i grandi spostamenti karmici; l'Io consapevole rimane come smarrito e nel distacco del passaggio, l'Io cosciente per quel frammento di tempo rimane nel vago. Questo va tenuto a mente, che nel modo più assoluto possa dar luogo a pericoli per la vita; caso mai, un momento di perplessità, o alla tipica espressione: 'Oggi sono proprio addormentato e non so neppure dove mi trovo'. Magari lo potrebbe essere, vale a dire, la tipica giornata del 'no', ma questa è altra cosa e avete capito così perché.
Quindi nelle prossime occasioni prestate più attenzione, va ricordato però che non è cosa che avviene tutti i giorni e l'esperienza andrà ben contraddistinta dalle altre esperienze, come accennavo all'inizio dell'articolo.
Nello esperienziare il vuoto vero, alla fine vi sentirete come rinati, un po' diversi da come eravate prima e non sarà il processo fisiologico a darvi questa impressione, ma il riflesso preciso alla realtà per quel che è avvenuto dentro.
Per ultimo, tanto per rimanere nell'argomento del vuoto, vorrei ricordare il vuoto psicologico; quel momento di terrore vissuto dal bambino e che correrà in tutta fretta nelle braccia e al calore della propria madre. O per quanto accade nell'età adulta, a sentirsi forti mentre nella profondità, immerso nella sacca del terrore, grida il bambino interiore.
Se al bambino basterà il calore della madre, per l'adulto non sarà così facile a superare il momento del vuoto psicologico; per molti quando accade può dar luogo ad un attacco di panico e allora mi permetto di consigliare una meditazione sul vuoto, nella tranquillità della vostra stanza; luce soffusa e una musica dolce, lasciate salire tutte le paure che vorranno emergere, ma alla fine probabilmente da vincere sarà un'unica grande paura; sperimentatela e vivetela fino in fondo, meglio imparare ad affrontarla che a doverla subìre.
OGNI BENE


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