DE LA SACRA SINDONE

Grazie Leonardo per questa straordinaria Icona che hai fatto dono all'umanità
(in che modo Leonardo me l'ha così comunicato o meglio come il Maestro ha lasciato
sapientemente i segni per lasciarsi leggere nella vertude e canoscenza, così come
ho potuto coglierli di conseguenza ho potuto così di seguito narrarli).





Ci sono personaggi della storia che per intellighenzia, genialità, creatività non hanno eguali. Uno di questi è senza ombra di dubbio, Leonardo.

Parlerò di conseguenza della Sindone per parlare però di lui. E' una mia esperienza, non ha alcuna pretesa, giudicate pure voi, ma prima provate a fare l'esperienza…perché non si sa mai, che la vostra possa essere come la mia.

Non vedo per questo gli angeli e non odo neppure le voci, ma ho gran fede ne lo intuito mio, che per darmi forza mi regala grande conoscenza con le indicazioni de la sua Sapienza.

Questo nell'arte de lo mio scrivere, mi accingo a raccontare questa straordinaria esperienza che il Maestro per intuito mi ha fatto avere in dono nel meditar innanzi al telo (riproduzione de lo originale di piccole dimensioni) de la Sindone, suo capolavoro.

E' certo che la Chiesa, la Scienza forse meno e li fedeli, mi guarderanno come uno blasfemo, ma nel buon senso e del perché non si sa mai, nella onestà intellettuale si dice anche: non il telo la voce di Dio, ma opera che può coraggiar la Fede per la immagine sua, la memoria di un uomo che è salito in cielo nei tempi e ne la storia, per essere nel Padre Suo.

Dice Leonardo: "Batti l'occhio e riguardalo. Ciò che di lui vedi, prima non c'era, e ciò che di lui era, più non è…".

Io così ho fatto nel seguire lo stupore suo, ho seguito la scola del Maestro mio, Carl G. Jung. Prima di questo ero (e sono) immensamente rispettoso di tutto ciò che era ed è capolavoro di Leonardo, ma ero assai lontano nello affiancare l'icona con la Sindone, perché era per me la Sacra Sindone e mi gustavo il video quando si trattava de lo lenzuolo come lenzuolo del Cristo; le cassette video sono tutte registrate e pure ben conservate.

Per ascoltare lo Maestro mio (Jung) perché questo lui faceva, ponevo la stampa della S.Sindone ad un metro di distanza nel semibuio de la mia stanza con la candela accesa, per fermare lo pensiero in un unico centro. Questa si chiama contemplazione e ha ragione nel portare la calma alla mente allo stato Alfa.
Erano momenti di piacere perché ti spariscono li pensieri che la mente in abbondanza produce fino a cinquantamila al giorno. Tutto sta nel rallentar la corsa e questo lo facevo con la Sindone e lo candelo (di quel tempo che era il 1983).

Ognuno può provare e vivere la propria esperienza; fa bene alla mente, non ha effetti collaterali e non costa che il costo de la candela e il beneficio che otterrai in poco tempo da solo giudicherai.

Continuai con la contemplazione per mesi e mesi, era il mio modo naturale per distendere la mente, ma avveniva un fatto strano, ogni volta che contemplavo, grandi occhi mi osservavano come se l'immagine de la Sindone avesse parola e mi volesse nel silenzio confessar qualcosa. Non dissi di questo mai a nessuno nulla, ma il mio cuore si allargava allo stupore e alla meraviglia, perché in quegli occhi c'erano gli occhi di Leonardo.

Una domenica me ne andai a Venezia e mi comperai un calendario con disegni e autoritratto di Leonardo, questo fatto solo per onor del Grande e avere col calendario una parete importante. Un giorno stavo seduto tranquillamente nella mia poltrona (1984), girai lo sguardo e come un bagliore guardai il calendario ne lo autoritratto di Leonardo; la stessa cosa nella contemplazione de la Sindone, la stessa cosa ne lo autoritratto di Leonardo; quegli occhi a indicarmi che era la stessa cosa, il Maestro Leonardo si confessava nel mio intuito privo ne lo scambio di ogni allucinazione e di autosuggestione; è stata invece come un'autentica rivelazione, un'illuminazione che ti toglie il fiato per quanto è stata grande.
A distanza di qualche mese, un mio allievo, mi confessò che nel meditare in fronte de lo ritratto de la Sindone, si sovrappose Monna Lisa; nel confessarlo a me disse: "Sto diventando matto".
"Stai tranquillo per quel che vedi", gli risposi; perché Leonardo avea così dipinto lo suo interno donna ne lo ritratto de la Gioconda. I miei pensieri si cercavano da soli per quel fenomeno che Carl G.Jung chiamava 'Sincronicità', infatti, accadimenti e situazioni che si uniscono in simultaneità per aiutare 'il fatto' a rispondere de la sua verità e questi era l'anno che correva 1988.
Dieci anni dopo, una sera nella trasmissione del Maurizio Costanzo Show, venne come ospite una signora di nome Vittoria Hariel, a raccontar de lo suo intuito che il telo della Sindone era opera del Maestro Leonardo e a presentar il suo libro per dimostrar le prove (1998) 'LA PASSIONE SECONDO LEONARDO' Editori Spearling & Kupler.
E se vi può interessare andatevi a leggere a pagina 3 il libro di Lynn Picknett e Clive Price "La Rivelazione dei Templari" sempre Spearling & Kupler Editori.
Andate pure oggi a viaggiar in Internet a sentire quel che dice l'autorevole voce de il National Geographic, a proposito della Sacra Sindone.

Non mi sento di aggiungere altro se non alla bellezza de la esperienza che mi porto dentro, volevo tenerla come un fatto mio ma per onor che Leonardo, per lo straordinario dono che ha fatto all'umanità, ho sentito il dovere di raccontare quel che ho fin qui scritto. Ognuno pensi quel che vuole; chi la vuole come un dato di fatto, chi come una semplice opinione. Tra le allegorie, rebus ed immagini, si dispone sotto i nostri occhi la tela del 'giallo' storico-artistico-religioso più avvincente del nostro secolo, e par quel che sia, Reliquia o Icona, la Sindone c'è e questa già da sola è una straordinaria verità.



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