QUANDO SONO VISIONI E QUANDO PROIEZIONI

Tutte suggestioni ? Questo dubbio sia chiarito




L'argomento che andrò a parlare sarà difficile e assai complesso, perché già lo è di suo; a mettere d'accordo tutti sarà di conseguenza un'acrobatica impresa.

Può anche essere che non sia questa la mia pretesa, ma vieppiù narrare semplicemente della mia personale esperienza; vissuta, sperimentata, sofferta, interpretata, analizzata e a dare di conseguenza una umile spiegazione di cosa io veda nella visione e nella proiezione.

Di conseguenza partirò per questo da considerazioni personali nel voler spiegare la visione e la proiezione come mezzo di espressione e di comunicazione, anche se ne andrà diviso il peso; poi vedremo allora come e perché.

Se l'uomo per comunicare ha imparato l'uso della parola e de li gesti, ha dalla sua l'inconscio che può far uso de li simboli e de lo immaginale (termine coniato da Carl G.Jung per distinguere la fantasia della mente dalla potenzialità comunicazionale dell'immaginale).

Se il simbolo parla già per se, lo immaginale rappresenta figure alchemiche di alto contenuto e grande spessore comunicativo che va al di là e al di sopra de lo stesso razionale e della fantasia della mente.
Dice il Maestro Jung: "Esiste qualcosa per la psiche che possiamo chiamare illusione ? La psiche non ha, con le categorie della realtà, gli stessi problemi che abbiamo noi. Per essa tutto quello che è attivo è reale".

Di conseguenza, se tutto questo avviene ha in se la sua ragione; capirne la funzione e a saperne interpretare il significato illuminerà per questo anche la ragione, e così è per lo inconscio, ancor di più per il Sé dove non si esprimono mai per caso, non fanno mai in alcun modo errori, caso mai siamo per questo noi a sbagliarne l'interpretazione e il significato (visto il Limitatio della mente e del nostro razionale).

Questo avviene così nel sogno, così nella visione, l'allucinazione è altra cosa, ma di questo parleremo in un'altra occasione visto la complicanza che tale argomento comporta, quale stato alterato di coscienza, indotto o forzato così come puranco per quei fenomeni trasmessi in stati semplicemente confusionali o di quelli trasmessi nel succedersi dagli accadimenti quale però bisogno dell'inconscio di esprimere una comunicazione non ancora ben definita e allineata, dicasi così pure per il delirio o l''Estasi' che sono ben altra cosa.

Oggi si fa in terapia un notevole impiego delle tecniche del sogno guidato (Roberto Assagioli) o tecniche di visualizzazione molto gradite anche allora dal Maestro Jung: "Molto utili per il mio lavoro". Ma qui parliamo di conseguenza de lo intervento esterno condotto a provocare determinate reazioni.

Quel che a me va di parlare è invece del sogno naturale, quello che esce non per provocazione, ma da una precisa intenzione dal profondo (venuto da se). Così pure de la visione ottenuta sotto la spinta di droghe derivate dal payote e dai funghi allucinogeni o da particolari tecniche meditative o devozionali, terreno quest'ultimo assai minato, che in questa sede non vorrei toccare, ma quel che a me ha affascinato, la visione o le visioni avute nella spontaneità, senza provocazione o l'impiego di sostanze provocatorie quanto più pericolose.

Descrivere di conseguenza una visione naturale è opera assai impegnativa, essa appare d'improvviso (per la logica) senza ragione alcuna, fatta di grande intensità e di notevole energia.
Non la si può nel modo più assoluto paragonarla ad una sequenza televisiva o ad un flash cinematografico, essa ha per questo una sua bellezza, una sua precisa specificità; si stacca dal reale, scaturisce come da una nuova dimensione, scaturisce dalla dimensione del Sé ed è di conseguenza la più alta espressione de la comunicazione del mistero che ognuno porta in se. Se avviene da lo inconscio non sarà più visione ma semplicemente proiezione, pur essendo espressione dell'immaginale in quanto non ha in alcun modo le caratteristiche che ho fin qui menzionato.

Questa esperienza io l'ho vissuta sia nel sogno (dimensione del Sé, vedi per questo: 'Dimmi come sogni e ti dirò chi sei'), sia con la visione; quando questo avviene, avviene per una precisa maturazione interiore, da quel momento è come se la vita non ci appartenesse più, ma sogno e visione diventano i cardini che porteranno a vita nuova, quella che da dentro sta scritto per essere vissuta; la volontà sarà solo quella, non la potrai cambiare, ma solo il genoflettersi per quel che sta scritto di dentro, divenga realtà per quel che sta de fori.

Di conseguenza il dono della visione è il dono della conquista dalla sofferenza all'evoluzione; il passaggio karmico, il programma inconscio che si sviluppa e si proietta attraverso l'immagine superiore, quindi la "VISIONE" per proiettare l'io al CREATIO e al MANIFESTO perché la vita sia nel novo e al suo più prossimo divenire.



OGNI BENE



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