C'è chi parla di viaggiar fuori dal corpo, cosiddetto viaggio astrale; chi definisce questa esperienza extracorporea, chi preferisce chiamarla amplificazione della coscienza (tra questi vi è il sottoscritto), chi lo chiama delirio del sogno, chi vuole dare un termine tecnico, tra virgolette diciamo così scientifico con la definizione O.O.B.E. (Out of the Body Experiences); chi la vede nella esperienza cosiddetta di premorte, altri invece per mortificare tutto, dire semplicemente, tutte idiozie. Perché, mi domando allora, grandi menti pensano in un modo e altri decisamente al contrario ?
Da dove vengono queste prese di coscienza, o da dove partono punti di vista così diversificati ?
Personalmente parto sempre dall'idea che ognuno debba dir la sua, poi se uno vuol dir la sua per raccontar balle o semplicemente non se ne accetta la sfida puramente da un punto di vista di un possibile ragionamento, perché seduti nella loro poltrona con tanto di Premio Nobel, allora ognuno si metta un bel cerotto sulla bocca; lasciamo che le cose avvengano o non avvengano, ma questo non significa nulla, se non che nel precipitatio dell'arroganza e non nell'amore dell'umile e paziente ricerca.
Chi mi segue, e che qui ringrazio, sa come io la pensi; sono dell'idea o meglio, sono più propenso a pensare, che alla fonte di tutto ciò che E', sia il frutto di una mente pensante e che dietro tutto vi sia un progetto (finalistico).
La Natura non è mai stupida, caso mai l'uomo, spesso volentieri si lascia dominare da questo patetico aspetto.
Certo che di passi avanti l'uomo ne ha pur fatti, dalla caverna al fuoco, dal fuoco alla ruota, dalla terra piatta ai viaggi nello spazio, ma a dir che si abbia per questo la verità in tasca, mi sa tanto ancora da pretesa arcaica e se tanta strada è stata fatta, altrettanto e ancor di più ne dovrà essere consumata. L'uomo non può rimanere seduto sugli allori e tantomeno schiavo dei pregiudizi e dell'ombroso (prima o poi il velame cadrà) si dice per antica memoria, appunto: ''Il binocolo è sempre nella felice attesa''.
Posso pensare che tutto come ogni cosa, nasca, viva e muoia. L'uomo dovrà tornare (questa è la mia idea) di conseguenza donde è venuto, e quel luogo, quella dimensione, quell'origine, quell'unità che sta nel tutto che noi chiamiamo sommariamente o più semplicemente Dio.
Sono propenso che ogni ricercatore della verità debba cercare con le proprie mani, facendosi pure i calli, magari consumandosi pure le unghie, perché alla fine, ognuno da qualche parte ha in se depositato quel frammento di verità; oggi questa variopinta verità è ancora in balìa ad altrettanta variopinta e folcloristica verità (?), istituzioni, ghettizzazioni, ordini, lobbies, congreghe, poteri effimeri e condizionanti, ma il tempo verrà che ogni baluardo cadrà per una grande verità e quel che sarà sarà, probabilmente l'inizio di un nuovo ciclo o una nuova onda per l'eternità.
L'uomo delle origini era legato all'istinto, imparando di passo in passo di aver un importante strumento a sua disposizione, l'intelletto; ha scoperto poi di aver oltre l'istinto, l'intelletto, anche uno strumento in più, l'intuito e più avanti ha sentito che poteva scendere dentro di Sé, scoprendo di avere il frutto più ambito: 'La Coscienza' o meglio quello che io amo definire 'Spirito Coscienza'.
La domanda allora cadrà nell'inevitabile: "Quando questa parte sarà regina di ogni gesto, azione, pensiero dell'uomo ?".
Credo che per ognuno non vi sia dubbio che la sola intellighenzia non basti ad elevare l'uomo dalla caverna, la bomba atomica non ha portato la felicità e nemmeno pane per tutti, ma bensì un baluardo di potere stupido e fantoccio che con la massima indifferenza o un banalissimo errore, men che se ne accorga, l'uomo potrebbe sparire dalla faccia di questa Madre Terra.
"La butto lì. Qualche pensatore mattacchione è propenso che questo sia già avvenuto; la natura non è mai per quanto catastrofica così apocalittica, l'uomo sì; titolare e orgoglioso delle nefandezze del delirio di onnipotenza, le smisurate forme apparse sulla terra nelle Ere passate ne sono un monito; poi il karma cosmico, riequilibra le cose e tutto riparte e le pagine della vita in attesa di ristampa".
Le recenti scoperte scientifiche (la scienza può essere illuminante, non sempre la ragione lo è) hanno potuto appurare che solo sulla nostra Via Lattea vi sono qualcosa come cinque milioni di sistemi solari simili al nostro e che la Via Lattea è semplicemente una piccolissima parte del cosiddetto nostro universo, ho detto nostro universo, perché sono vieppiù convinto come moltissimi pensatori, dell'idea che ve ne siano in abbondanza (sette, ma questo è solo un mio modestissimo parere).
Certo che specular su queste idee, queste meditazioni, c'è da perdersi; ma proviamo a pensare all'uomo delle origini, che cosa accadeva nella sua mente mentre guardava il sorgere del sole o al suo contrario nell'apparir le prime stelle.
Non oso pensare se sia stata prima la paura a scuotere la coscienza dell'uomo o lo stupore e la meraviglia; sicuramente via via, quando si assopiva la paura, affiorava lo stupore e la meraviglia; probabilmente da qui la 'spiritualità' e la percezione rudimentale dello 'Spirito Coscienza' e se il passo ha lasciato il segno dall'indifferenza di un corpo spento al culto dei morti, ad uno spirito che sale e uno che ritorna, al pensiero sulla reincarnazione e al più limitatio quello della resurrezione. Il mio pensiero cade sulla reincarnazione (vedi l'articolo 'bèh anch'io ci provo e ti dico la mia') e sono vieppiù propenso a pensare che di volta in volta, man mano che la coscienza cresce di livello, con la perdita di questa nostra forma (cambiamento karmico) reincarnarci in questo nostro pianeta o reincarnarci altrove, vale a dire in un altro sistema solare e a seconda dell'evoluzione in un altro universo.
(Chi si trova a meditare nella quinta fase della mente, vale a dire a livello di visione, 'esperimenta' nel sottile questa percezione).
So bene che in quel che dico posso sembrare strampalato, ma val la pena di rifletterci sopra; la vita è pur mistero, ma le cose avvengono, i concetti cambiano e le coscienze si evolvono.
Proviamo a pensare all'uomo arcaico, la terra piatta; come stiamo pensando oggi, domani ?
Diamo al tempo di voltare pagina, in fin dei conti perché dare il limite all'immensità ?
OGNI BENE


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